Morfologia (linguistica)

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La morfologia è la parte della grammatica o della linguistica che ha per oggetto lo studio della struttura grammaticale delle parole e che ne stabilisce la classificazione e l'appartenenza a determinate categorie come il nome, il pronome, il verbo, l'aggettivo e le forme della flessione, come la coniugazione per i verbi e la declinazione per i nomi distinguendosi dalla fonologia, dalla sintassi e dal lessico. Inoltre indaga i meccanismi secondo i quali le unità portatrici di significati semplici si organizzano in significati più complessi: le parole.

Secondo la grammatica tradizionale, la morfologia studia la forma delle parole, come la flessione e la derivazione, mentre secondo la linguistica moderna essa studia la struttura della parola e descrive le varie forme che le parole assumono a seconda delle categorie di numero, di genere, di modo, di tempo, di persona.

Indice

[modifica] Morfemi

Un morfema è la minima unità grammaticale isolabile di significato proprio. È composto di fonemi ed è portatore di un significato proprio e preciso, anche se non autonomo rispetto agli altri morfemi.

Esempio: nella parola "vanga", costituita dai morfemi vang + a, il morfema "a" indica che si tratta di un sostantivo femminile singolare. Se "a" lo si sostituisce con "are" si avrà "vangare" e in questo caso il morfema mi indica che si tratta di un verbo. Per formare il plurale invece userò il morfema "e" (vang(h) + e): in questo caso dunque il nuovo morfema non cambia la parte del discorso ma il numero.

I morfemi possono essere anche combinati fra loro (combinazione) in sequenze lineari per dare origine a termini complessi: si pensi alla parola italiana "riscrivevamo", composta dai morfemi "ri" + "scriv" + "ev" + "amo".

Una marca morfemica può avere più significati: es. la marca "a" valida sia per i sostantivi femminili singolari che per la III persona singolare dell´indicativo presente.

Altri concetti edificanti per la costruzione delle parole sono l'accordo e la reggenza.

La parola è dunque una sequenza di morfemi caratterizzata da diverse accezioni.

[modifica] Tipi di morfemi

I morfemi possono essere liberi o legati:

  • morfemi liberi: come ad esempio ora (avverbio), sono morfemi che non si legano ad altri morfemi, ma costituiscono parola a sé;
  • morfemi legati: come ad esempio port- e -a, sono morfemi che, per formare una parola, hanno bisogno di essere legati ad altri morfemi liberi (port- + -a = porta).

Un'ulteriore divisione, parallela a questa, è la divisione in lessicali e grammaticali.

  • Morfemi
    • Morfemi lessicali
    • Morfemi grammaticali
      • Morfemi derivazionali
      • Morfemi flessionali

I primi costituiscono un sistema aperto e rappresentano l'oggetto o l'azione di cui si parla ("vang-"). I secondi rivelano la funzione grammaticale della parola ("a", "are") e sono generalmente un sistema chiuso. Le eventuali mutazioni sono lente e difficilmente percettibili.

Le parole funzionali (come preposizioni, articoli, ecc.) appartengono a sistemi chiusi ma non sono a tutti gli effetti morfemi grammaticali.

In altre lingue, come per esempio in arabo, si utilizzano diversi morfemi grammaticali prevalentemente vocalici inseriti ad incastro (pettine morfemico)

[modifica] Flessione

Si chiama flessione l´insieme delle regole che determinano la funzione logica di una parola.

Le marche variabili che rendono conto di tale congruità sono morfemi grammaticali: in particolare si parla di morfemi flessivi o desinenze. La flessione dei verbi si chiama coniugazione, quella degli elementi nominali declinazione.

Un fenomeno tipico della flessione è l'apofonia.

[modifica] Derivazione

Per approfondire, vedi la voce Derivazione (linguistica).

La derivazione è l´insieme dei mutamenti che intervengono per soddisfare esigenze lessicali ed indicare così un nuovo significato rispetto a quello originario. Es: "am"-"are" e "am"-"avamo" sono casi di flessione, mentre "am"-"abilità" e "am"-"orevole" sono forme derivate dalla stessa radice, per affissazione, ovvero tramite l'aggiunta di prefissi o di suffissi.

Mentre la flessione pare costituire insiemi più mobili, la derivazione porta alla costruzione di insiemi più aperti e produttivi, dato che è possibile derivare un numero indefinito e variabile di parole.

[modifica] Composizione

La composizione è un tipo di processo morfologico che opera sulle parole non con l'aggiunta di prefissi o di suffissi, ma formando parole nuove a partire da parole esistenti:

  • capo+treno = capotreno
  • bianco+nero = bianconero

[modifica] Bibliografia

  • S. Scalise, Morfologia, Bologna, il Mulino, 1994
  • A. Akmajian, R. A. Demers, A. Farmer, R. M. Harnish, Linguistica, Bologna, il Mulino, 1996
  • G. Ghidetti, Linguistica, Milano, Vallardi, 2001

[modifica] Voci correlate


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