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Il termine Moro usato per indicare i musulmani, specialmente berberi (gli Arabi erano chiamati Saraceni o Agareni) che popolarono parte non trascurabile della Penisola iberica per oltre 800 anni e la Sicilia per quasi due secoli e mezzo, e che tuttora costituiscono l'elemento fondamentale autoctono nordafricano. Il termine fu coniato dal tardo latino Mōrus, che proviene da Maurus, "Mauro, abitante della Mauretania".
Infatti la massima parte dei musulmani nella penisola iberica non erano Arabi ma Berberi, abitanti del Nordafrica (nella tarda latinità la Mauretania comprendeva anche gran parte dell'antica Numidia). Il termine Mori o Mauri è stato a lungo usato per indicare i Nordafricani in contrapposizione ad Europei, Arabi e Turchi, prima che prendesse piede l'uso improprio, diffuso soprattutto a partire dall'epoca di Napoleone III, di chiamare indistintamente Arabi tutti i nordafricani.
Il termine "Moro" è a lungo servito all'epoca a tracciare una netta linea demarcativa non solo religiosa ma anche, a-scientificamente, "razziale" fra gli abitanti cristiani dell'Europa e i musulmani, europei o no. Moro si è infatti sovrapposto alla parola mediterranea, attestata anche nel greco, che indica qualcosa di scuro (come una mora), scuro di carnagione o di colore bruno in generale (es. "capelli mori").
Nella storia si sono usati vari sinonimi del termine: