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« E fusse ca fusse la vorta bbona! » |
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(Il barista di Ceccano)
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« Tanto pe cantà perché me sento 'n friccico ner core... » |
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(Ettore Petrolini)
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« Nella mia vita l'unica cosa regolare erano i pasti, e mo' nun ce so' più neanche quelli. [...] Tra poco me dovranno sfamà per endovena » |
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(Nino Manfredi nel film "Questo e quello")
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Saturnino Manfredi, più noto come Nino (Castro dei Volsci, 22 marzo 1921 – Roma, 4 giugno 2004), è stato un attore, regista e sceneggiatore italiano. Insieme con Alberto Sordi, Ugo Tognazzi, Marcello Mastroianni e Vittorio Gassman costituì una delle colonne portanti della commedia all'italiana.
[modifica] Biografia
[modifica] Inizi come attore drammatico
Dopo la laurea in giurisprudenza, assecondò ben presto la propria vocazione artistica iscrivendosi all'Accademia Nazionale d'Arte Drammatica Silvio D'Amico di Roma. In teatro fa i suoi esordi nella stagione 1947-1948, al Piccolo Teatro di Roma sotto la direzione del suo maestro Orazio Costa, nella Compagnia di Vittorio Gassman ed Evi Maltagliati con Tino Buazzelli, recitando in testi perlopiù drammatici, in molti casi allestiti in prima assoluta per l'Italia: citiamo Liliom di Ferenc Molnár, L'aquila a due teste di Jean Cocteau, Casa Monestier di Denis Amiel, Erano tutti miei figli di Arthur Miller e Scontro nella notte di Eugene O'Neill. Nella stagione 1948-1949 rejjjcitò al Piccolo Teatro di Milano, sotto la regìa di Giorgio Strehler, nei drammi shakesperiani Romeo e Giulietta, La Tempesta e Riccardo II insieme a grandi attori di prosa del calibro di Giorgio De Lullo, Edda Albertini e Lilla Brignone. Nella stagione 1952-1953 collaborò col grande commediografo Eduardo De Filippo, portando in scena al Teatro Eliseo di Roma tre suoi atti unici, Amicizia, I morti non fanno paura e Il successo del giorno, recitandoli insieme con Paolo Panelli e Bice Valori. Frequenti i suoi interventi in programmi radiofonici della Rai a Rosso e nero n° 2, 1955, con il personaggio il Signor Tacito ed altri, nel 1958 insieme a Isa Bellini presenta un programma a quiz Il labirinto.
[modifica] Teatro di rivista e commedia musicale
Rientrato a Roma, a partire dal 1951, insieme ai suoi compagni di studio Paolo Ferrari e Gianni Bonagura formò un terzetto che si esibì con successo dapprima nei varietà radiofonici e quindi in molti spettacoli del teatro di rivista, e della commedia musicale, a partire dalla stagione 1953-1954, con Tre per tre... Nava di Marcello Marchesi insieme alle tre sorelle Nava, quindi nella stagione 1954-1955 con Festival scritto da Age, Scarpelli, Marcello Marchesi, Dino Verde e Orio Vergani, e infine nella stagione 1956-1957 con Gli italiani sono fatti così di Vittorio Metz, Marcello Marchesi e Dino Verde, insieme alla coppia Billi-Riva e Wanda Osiris. In quegli anni lavora anche con Corrado. I suoi due grandi trionfi sul palcoscenico li ottiene comunque più avanti, nelle commedie musicali Un trapezio per Lisistrata (1958) di Garinei e Giovannini accanto a Delia Scala, e soprattutto nel Rugantino (1963) di Pasquale Festa Campanile e Massimo Franciosa, insieme ad Aldo Fabrizi e Bice Valori, che si risolve in un autentico trionfo anche in tournée negli Stati Uniti d'America.
[modifica] Inizi cinematografici
Sul grande schermo debuttò nel 1949 e per una decina di anni ricoprì ruoli di varia importanza in film assai modesti; in questo primo periodo sono da ricordarne alcuni molto simpatici, come l'amico che aiuta Teddy Reno a trovare una soubrette teatrale conosciuta a Napoli nel film Totò, Peppino e la... malafemmina (1956) diretto da Camillo Mastrocinque e nei suoi primissimi ruoli da protagonista, nelle spigliate commedie Caporale di giornata e Carmela è una bambola, entrambe dirette nel 1958 da Gianni Puccini.
[modifica] Il doppiaggio
Si cimentò anche come doppiatore, prestando la propria voce tra gli altri a Robert Mitchum in Sette settimane di guai, Earl Holliman in Il pianeta proibito, quindi al francese Gérard Philipe e, tra gli italiani, Franco Fabrizi in I vitelloni di Federico Fellini, Sergio Raimondi in Piccola posta, Antonio Cifariello in La bella di Roma, Renato Salvatori in La domenica della buona gente e Marcello Mastroianni in Parigi è sempre Parigi.
[modifica] "Il barista di Ceccano"
Sul piccolo schermo apparve per la prima volta nel 1956, nello sceneggiato L'alfiere diretto da Anton Giulio Majano, ma è nel 1959 (annata chiave della sua carriera) che ottenne uno strepitoso successo di pubblico con la sua partecipazione a Canzonissima, accanto a Delia Scala, Paolo Panelli e il ballerino e coreografo statunitense Don Lurio. In quella memorabile trasmissione creò la macchietta del "barista di Ceccano", la cui battuta tormentone Fusse che fusse la vorta bbona entrò nel linguaggio comune. Riuscì persino a convincere l'amico Marcello Mastroianni, notoriamente restìo ad apparire in televisione, ad esibirsi in una scenetta insieme a lui.
[modifica] Protagonista della commedia all'italiana
Sull'onda del suo successo televisivo nello stesso anno venne chiamato nella parte del meccanico Piedeamaro in Audace colpo dei soliti ignoti, di Nanni Loy, sequel del fortunato I soliti ignoti dell'anno precedente, rispetto al quale in pratica si trovò a sostituire lo stesso Mastroianni nella parte del "tecnico" della sgangherata banda di ladri. Inoltre, usò il suo timbro di voce anche come narratore fuori campo, nel 1960, nel film di Mario Mattòli Totò, Fabrizi e i giovani d'oggi.
Sempre dal 1960, a partire dal ruolo da protagonista sostenuto nel film L'impiegato diretto da Gianni Puccini, diventa una delle colonne portanti della commedia all'italiana. Convince non soltanto in parti comiche o brillanti, ma anche come attore drammatico. I personaggi che interpreta sono uomini fondamentalmente ottimisti, in possesso di una loro dignità e moralità, destinati inevitabilmente alla sconfitta ma non umiliati; grazie alle loro doti di amara ironia, sono spesso in grado di sovrastare il prepotente e ipotetico vincitore.
Tra le oltre cento pellicole della sua sterminata filmografia, vanno ricordati almeno i ruoli del rappresentante scambiato per gerarca fascista in Anni ruggenti di Luigi Zampa (1962), il cittadino distrutto da una burocrazia impietosa in Made in Italy di Nanni Loy (1965), l'amico di un editore, disilluso dalla civiltà consumistica e diventato stregone in Africa in Riusciranno i nostri eroi a ritrovare l'amico misteriosamente scomparso in Africa? di Ettore Scola (1968), il calzolaio convivente more uxorio con una donna ebrea che si rivela alla fine essere Pasquino, l'autore di invettive in rima contro il Papa nel film Nell'anno del Signore di Luigi Magni (1969), a cui seguirà la indimenticabile amara interpretazione di un sacerdote in In nome del Papa Re (1977) dello stesso Magni, l'emigrante italiano in Svizzera costretto a tingersi i capelli di biondo in Pane e cioccolata di Franco Brusati (1974), il portantino d'ospedale Antonio in C'eravamo tanto amati di Ettore Scola (1974), e il venditore abusivo di caffè sui treni Michele Abbagnano in Cafè Express di Nanni Loy (1980), a detta di molti la sua interpretazione più intensa e sofferta. In qualità di attore si aggiudicò 5 Nastri d'Argento e 5 David di Donatello.
[modifica] Regista cinematografico e teatrale
Nel 1962 debuttò dietro la macchina da presa con un pregevole cortometraggio, L'avventura di un soldato, episodio del film L'amore difficile, tratto dall'omonima novella di Italo Calvino, delicata e notevole storia sullo sbocciare di un amore tra un soldato e una vedova nello scompartimento di un treno, tutto giocato sul silenzio e sulla mimica. La sua seconda regìa è lo stupendo Per grazia ricevuta (1971), pervaso da sincera commozione, col quale si aggiudica la Palma d'Oro per la miglior opera prima al Festival di Cannes e un Nastro d'Argento per il miglior soggetto. Ne dirigerà un terzo nel 1981, Nudo di donna, ereditandone anche il tema da Alberto Lattuada che lo iniziò, sulla crisi d'identità di un uomo che scopre una sosia perfetta della moglie dal carattere allegro e disinibito, mentre la consorte è seria e posata. Sul palcoscenico rientrò alla fine degli anni ottanta da assoluto protagonista delle commedie, da lui anche scritte e dirette, Gente di facili costumi (1988) e Viva gli sposi! (1989), in seguito portati più volte in tournée anche nel decennio successivo.
[modifica] Geppetto, il commissario e il brigadiere
Le avventure di Pinocchio
Sul piccolo schermo fa il suo rientro in maniera eclatante, nel 1972, quando interpreta in maniera sensibilissima e misurata Geppetto, il padre di Pinocchio nello sceneggiato televisivo Le avventure di Pinocchio diretto da Luigi Comencini. Interprete di un numero incalcolabile di caroselli e short pubblicitari, per 17 anni è testimonial fisso della nota marca di caffè Lavazza, accanto alla simpatica nonna Nerina Montagnani, dove lanciò un'altra frase destinata a passare alla storia: "Più lo mandi giù, e più ti tira su". Dagli anni novanta alla morte interpretò numerose fiction televisive dirette perlopiù dal genero Alberto Simone e dal figlio Luca; sono sempre personaggi carichi di notevole umanità, come il commissario Franco Amidei di Un commissario a Roma (1993) e, soprattutto, come il brigadiere Nino Fogliani nella serie televisiva di grandissimo successo Linda e il brigadiere (1997), accanto a Claudia Koll.
[modifica] Cantante di successo
Molto attivo alla radio, ospite d'onore in trasmissioni di ogni genere, si è esibito, e con successo, anche come cantante: nel 1970 la sua versione del classico di Ettore Petrolini Tanto pe' canta' (risalente al 1932) raggiunge le primissime posizioni della Hit Parade. Più avanti, ottengono successo anche Tarzan lo fa (1978), La Panzanella (1979), La Frittata, cantata come ospite al Festival di Sanremo 1982, Canzone pulita, eseguita come ospite al Festival di Sanremo 1983, accompagnato da 50 bambini e di cui gli introiti ricavati dalla vendita del disco, furono devoluti alla ricerca sul cancro, nello stesso anno, cantò la canzone Che bello sta' con te, inserita come colonna sonora (Titoli di coda) del film Questo e quello.
[modifica] Ultimo ruolo e fine
L'ultimo suo toccante ruolo fu quello di Galapago nel film, uscito postumo, La fine di un mistero, diretto da Miguel Hermoso. Manfredi interpretò uno sconosciuto privo di memoria, salvato dalla morte da un pastorello durante la Guerra Civile Spagnola del 1936 e ricoverato per quarant'anni in un manicomio; alla fine, grazie ad alcune ricerche, si scopre la sua identità: quella del poeta Federico Garcia Lorca, che la pellicola immagina miracolosamente sopravvissuto alla fucilazione ad opera dei Franchisti. Si tratta di un'interpretazione lodatissima dalla critica: asciutta, scarna ed essenziale, quasi senza parole, fatta soltanto di sguardi fissi, che gli valse il Premio alla carriera intitolato a Pietro Bianchi.
Nel settembre 2003, subito dopo la fine delle riprese, viene colto da un collasso cardiaco. Ricoverato in ospedale, non si riprenderà mai completamente, trascorrendo nove mesi in una continua alternanza di miglioramenti e peggioramenti, fino a quando viene colpito, nella sua casa romana, da un ictus al cervello. Muore a 83 anni, il 4 giugno 2004, un anno e quattro mesi dopo Alberto Sordi. Era sposato dal 14 luglio 1955 con l'ex indossatrice di moda Erminia Ferrari, e ha avuto da lei tre figli, la produttrice Roberta, il regista Luca e Giovanna. La quarta figlia Tonina è nata da una relazione con la giovane bulgara Svetlana Bogdanova che l'attore aveva conosciuto a Sofia durante le riprese di un film. Manfredi aveva un fratello minore, Dante, noto chirurgo oncologo.
[modifica] Attore di teatro
- La famiglia dell'antiquario , di Carlo Goldoni, regia di Alfredo Zennaro, con Paolo Panelli, Maria Teresa Albani, Tino Buazzelli, Nino Manfredi, Franca Mariani, Giulia Bellini, Renato Lupi, 17 aprile 1946, Teatro Quirino, Roma.
- Woyzeck, di George Buchner, regia Ettore Gaipa, con Nino Manfredi, Anna D'Alessio, 4 luglio 1946, Teatro Eliseo, Roma.
- Il ventaglio , di Carlo Goldoni, regia di Alfredo Zennaro, con Luciano Salce, Tino Buazzelli, Nino Manfredi, Giancarlo Sbragia, Gianni Bonagura, 15 aprile 1947, Teatro Quirino, Roma.
- Quelli di Stralsund, di Fritz Stavenhagen, regia di Ettore Gaipa, con Tino Buazzelli, Nino Manfredi, Bice Valori, Franco Giacobini, 19 giugno 1947, Teatro Valle, Roma.
- L'uomo e il fucile, di Sergio Sollima, regia di Luigi Squarzina, con Rossella Falk, Tino Buazzelli, Achille Millo, Vittoria Martello, Nino Manfredi, Luciano Salce, Arnoldo Foà, Alberto Bonucci, 1947.
- Riccardo II , di William Shakespeare, regia di Giorgio Strehler, con Armando Anzelmo, Antonio Battistella, Lilla Brignone, Antonio Crast, Renata Donati, Carlo D'Angelo, Mario Feliciani, Ettore Gaipa, Nino Manfredi, Grazia Migneco, Marcello Moretti, Franco Parenti, Camillo Pilotto, Gianni Santuccio, Giancarlo Sbragia, Piccolo Teatro di Milano, 23 aprile 1948.
[modifica] La Rivista
- Tre per tre... Nava , di Faele, Mario Ferretti, Carlo Silva, Italo Terzoli, con Pinuccia, Lisetta, Diana, Tonini Nava, Gianni Bonagura, Pier Luigi Pelitti, Raffaele Pisu, Nino Manfredi, Paolo Ferrari, regia di Marcello Marchesi, Teatro Sistina, Roma 1953.
- Festival, di Age, Furio Scarpelli, Dino Verde, Orio Vergani, musiche di Armando Trovajoli, regia di Luchino Visconti, con Wanda Osiris, Marina Doge, Alberto Lionello, Nino Manfredi, Raffaele Pisu, Elio Pandolfi, 14 ottobre 1954, Teatro Nuovo, Milano.
- Gli italiani sono fatti così!, di Marcello Marchesi, Vittorio Metz, regia di Marcello Marchesi, musiche di Lelio Luttazzi, con Mario Riva, Riccardo Billi, Alba Arnova, Diana Dei, Isa Di Marzio, Paolo Ferrari, Nino Manfredi, Gianni Bonagura, Mariolina Bovo, 6 marzo 1957, Teatro Lirico, Milano.
[modifica] La commedia musicale
- Un trapezio per Lisistrata , di Garinei e Giovannini, musiche di Gorni Kramer, con Delia Scala, Nino Manfredi, Paolo Panelli, Mario Carotenuto, Eliana Silli, Ave Ninchi, Quartetto Cetra, 24 ottobre 1958, Teatro Sistina, Roma.
- Rugantino, di Pietro Garinei, Sandro Giovannini, Pasquale Festa Campanile, Massimo Franciosa, Luigi Magni, musiche di Armando Trovajoli, con Nino Manfredi, Lea Massari, Aldo Fabrizi, Bice Valori, Marisa Belli, Toni Ucci, Fausto Tozzi, Carlo Delle Piane, Lando Fiorini, Luciano Bonanni, 15 dicembre 1962, Teatro Sistina, Roma..... - Renzo Tian sul Il Messaggero di Roma, " E' doveroso iniziare le citazioni da Nino Manfredi senza di lui, senza il suo ritorno al palcoscenico, dopo la lunga assenza, Rugantino non sarebbe quello che è sulla scena: un personaggio inesauribile per comunicativa, estro, forza comica...".
[modifica] Filmografìa
[modifica] Attore cinematografico
- Monastero di Santa Chiara, regìa di Mario Sequi (1949)
- Torna a Napoli, regìa di Domenico Gambino (1949)
- Anema e core, regìa di Mario Mattòli (1951)
- Viva il cinema!, regìa di Enzo Trapani (1952)
- La prigioniera della torre di fuoco, regìa di Giorgio Walter Chili (1952)
- Ho scelto l'amore, regìa di Mario Zampi (1952)
- La domenica della buona gente, regìa di Anton Giulio Majano (1953)
- Ridere, ridere, ridere, episodio Al Night Club Bar Zellette, regìa di Edoardo Anton (1954)
- Gli innamorati, regìa di Mauro Bolognini (1955)
- Prigionieri del male, regìa di Mario Costa (1955)
- Non scherzare con le donne, regìa di Giuseppe Bennati (1955)
- Lo scapolo, regìa di Antonio Pietrangeli (1955)
- Guardia, guardia scelta, brigadiere e maresciallo, regìa di Mauro Bolognini (1956)
- Totò, Peppino e la... malafemmina, regìa di Camillo Mastrocinque (1956)
- Tempo di villeggiatura, regìa di Antonio Racioppi e Luigi Zampa (1956)
- Susanna tutta panna, regìa di Stefano Vanzina (1957)
- Camping, regìa di Franco Zeffirelli (anche soggetto e sceneggiatura) (1957)
- Femmine tre volte, regìa di Steno (1957)
- Guardia, ladro e cameriera, regìa di Steno (1958)
- Caporale di giornata, regìa di Gianni Puccini (1958)
- Adorabili e bugiarde, regìa di Nunzio Malasomma (1958)
- Pezzo, capopezzo e capitano, regìa di Wolfgang Staudte (1958)
- Carmela è una bambola, regìa di Gianni Puccini (1958)
- Venezia, la luna e tu, regìa di Dino Risi (1958)
- I ragazzi dei Parioli, regìa di Sergio Corbucci (1959)
- Audace colpo dei soliti ignoti, regìa di Nanni Loy (1959)
- L'impiegato, regìa di Gianni Puccini (anche soggetto e sceneggiatura) (1960)
- Le pillole di Ercole, regìa di Luciano Salce (1960)
- Crimen, regìa di Mario Camerini (1960)
- Il giudizio universale, regìa di Vittorio De Sica (1961)
- A cavallo della tigre, regìa di Luigi Comencini (1961)
- Il carabiniere a cavallo, regìa di Carlo Lizzani (1961)
- Anni ruggenti, regìa di Luigi Zampa (1962)
- I motorizzati, regìa di Camillo Mastrocinque (1962)
- L'amore difficile, episodio L'avventura di un soldato, regìa di Nino Manfredi (1962)
- La parmigiana, regìa di Antonio Pietrangeli (1962)
- La ballata del boia (El Verdugo), regìa di Luis Garcia Berlanga (1963)
- I cuori infranti, episodio E vissero felici..., regìa di Gianni Puccini (1963)
- Alta infedeltà, episodio Scandaloso, regìa di Franco Rossi (1963)
- Le bambole, episodio La telefonata, regìa di Dino Risi (1964)
- Controsesso, episodi Cocaina di domenica di Franco Rossi e Una donna d'affari di Renato Castellani (1964)
- Questa volta parliamo di uomini, regìa di Lina Wertmüller (1964)
- Il gaucho, regìa di Dino Risi (1964)
- Io, io, io... e gli altri, regìa di Alessandro Blasetti (1965)
- Made in Italy, regìa di Nanni Loy (1965)
- Thrilling, episodio Il vittimista, regìa di Ettore Scola (1965)
- I complessi, episodio Una giornata decisiva, regìa di Dino Risi (1965)
- Io la conoscevo bene, regìa di Antonio Pietrangeli (1965)
- Una rosa per tutti, regìa di Franco Rossi (anche soggetto e sceneggiatura) (1966)
- Operazione San Gennaro, regìa di Dino Risi (1966)
- Adulterio all'italiana, regìa di Pasquale Festa Campanile (1966)
- Italian Secret Service, regìa di Luigi Comencini (1967)
- Il padre di famiglia, regìa di Nanni Loy (1967)
- Straziami, ma di baci saziami, regìa di Dino Risi (1968)
- Riusciranno i nostri eroi a ritrovare l'amico misteriosamente scomparso in Africa?, regìa di Ettore Scola (1968)
- Nell'anno del Signore, regìa di Luigi Magni (1969)
- Vedo nudo, regìa di Dino Risi (1969)
- Rosolino Paternò soldato, regìa di Nanni Loy (1970)
- Contestazione generale, episodio Concerto a tre pifferi, regìa di Luigi Zampa (1970)
- Per grazia ricevuta, regìa di Nino Manfredi (1971)
- La Betia ovvero in amore per ogni gaudenzia ci vuole sofferenza, regìa di Gianfranco De Bosio (anche sceneggiatura) (1971)
- Roma bene, regìa di Carlo Lizzani (1971)
- Trastevere, regìa di Fausto Tozzi (1971)
- Le avventure di Pinocchio, regìa di Luigi Comencini (proiettato in televisione in una versione più lunga) (1972)
- Girolimoni, il mostro di Roma, regìa di Damiano Damiani (1972)
- Lo chiameremo Andrea, regìa di Vittorio De Sica (1973)
- Pane e cioccolata, regìa di Franco Brusati (anche soggetto e sceneggiatura) (1974)
- C'eravamo tanto amati, regìa di Ettore Scola (1974)
- Attenti al buffone, regìa di Alberto Bevilacqua (1975)
- Brutti, sporchi e cattivi, regìa di Ettore Scola (1975)
- Basta che non si sappia in giro...!, episodi Il superiore di Luigi Magni e L'equivoco di Luigi Comencini (1976)
- Quelle strane occasioni, episodio Il cavalluccio svedese, regìa di Luigi Magni (1976)
- Signore e signori, buonanotte, episodio Il Santo Soglio, regìa di Luigi Magni (1976)
- In nome del Papa Re, regìa di Luigi Magni (1977)
- La mazzetta, regìa di Sergio Corbucci (1978)
- Cocco mio (Gros calin), regìa di Jean-Pierre Rowson (1979)
- Il giocattolo, regìa di Giuliano Montaldo (anche soggetto e sceneggiatura) (1979)
- Café Express, regìa di Nanni Loy (1980)
- Nudo di donna, regìa di Nino Manfredi (1981)
- Spaghetti House, regìa di Giulio Paradisi (1982)
- Testa o croce, episodio Il figlio del beduino, regìa di Nanni Loy (1982)
- Questo e quello, regìa di Sergio Corbucci (1983)
- Grandi magazzini, regìa di Castellano e Pipolo (1986)
- Il tenente dei carabinieri, regìa di Maurizio Ponzi (1986)
- Secondo Ponzio Pilato, regìa di Luigi Magni (1987)
- I picari, regìa di Mario Monicelli (1987)
- Napoli-Berlino, un taxi nella notte (Helsinki-Napoli all night long), regìa di Mika Kaurismaki (1988)
- In viaggio con Alberto (Alberto Express), regìa di Albert Joffé (1990)
- In nome del popolo sovrano, regìa di Luigi Magni (1991)
- Mima, regìa di Philippe Esposito (1991)
- L'olandese volante (Der flegende Hollander), regìa di Jos Stelling (1995)
- Colpo di luna, regìa di Alberto Simone (1995)
- Grazie di tutto, regìa di Luca Manfredi (1998)
- La carbonara, regìa di Luigi Magni (1999)
- Una milanese a Roma, regìa di Diego Febbraro (2001)
- Apri gli occhi e... sogna, regìa di Rosario Errico (2002)
- La notte di Pasquino, regìa di Luigi Magni (2002)
- La fine di un mistero (La luz prodigiosa), regìa di Miguel Hermoso (2003)
[modifica] Attore televisivo
- La vita di Gesù (1975)
- Julianus barát, regìa di Gábor Koltay (1991)
- Un commissario a Roma, regìa di Ignazio Agosta e Luca Manfredi (serie telefilm) (1992)
- Linda e il brigadiere, regìa di Gianfrancesco Lazotti e Roberto Giannarelli (serie telefilm) (1997)
-
- Padre e figlia
- Caccia e pesca
- La porta chiusa
- La turista scomparsa
- La bellezza dell'asino
- L'asciugamano scomparso
- La morale della formica
- La dottoressa della USL
-
- Il fratello di Linda
- Il cappotto scambiato
- La pensione rubata
- L'occhio discreto
[modifica] Regista e sceneggiatore
[modifica] Prosa radiofonica
[modifica] Varietà radiofonici
[modifica] Varietà televisivi
- Canzonissima di Garinei e Giovannini con la collaborazione di Dino Verde, Lina Wertmuller, con Delia Scala, Nino Manfredi, Paolo Panelli, coreografie Don Lurio, orchestra Bruno Canfora, regia di Antonello Falqui, i mercoledì 1959 1960.
- Spettacolo di Varietà, presenta Nino Manfredi , dal Teatro Impero di Varese orchestra di Gorni Kramer regia Antonello Falqui mercoledì 31 maggio 1961, ore 22,05.
[modifica] Note
Targa del viale nel Giardino degli Aranci a Roma
- L'osservatorio astronomico di Campo Catino, con una cerimonia svoltasi il 5 febbraio 2007 presso il salone dell'Amministrazione provinciale di Frosinone, ha ribattezzato l'asteroide 2002 NJ34 col suo nome, in sua memoria.
- La città di Roma gli ha dedicato un viale nel Giardino degli Aranci
- Nel 1994 pubblicò la sua autobiografìa, Nudo d'attore, che ottenne un buon successo editoriale.
- Nel suo ultimo lavoro televisivo interpreta un frate: Manfredi accetta il ruolo spinto dalla sua amicizia con il co-protagonista Lino Banfi.[senza fonte] Nel sequel della fiction, girata dopo la morte di Manfredi, anche il personaggio da lui interpretato è nel frattempo morto, ma viene ricordato in un flashback.
[modifica] Onorificenze
[modifica] Altri progetti
[modifica] Collegamenti esterni
[modifica] Note
- ^ Cavaliere di Gran Croce Ordine al Merito della Repubblica Italiana Sig. Saturnino Manfredi