Il termine Occidente - inteso come civiltà occidentale - ha designato, a seconda dei periodi storici, un'area geografica e culturale comprendente grosso modo la parte occidentale dell'Europa e, in senso più esteso, tutti quei paesi europei ed extraeuropei che presentano tratti culturali, politici o economici comuni rispetto ad essa.
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Il concetto di Occidente, storicamente, si forma in coincidenza con l'inizio della cosiddetta modernità, cioè tra il XV e il XVI secolo, in concomitanza con le grandi esplorazioni geografiche e con l'inizio della penetrazione europea oltreoceano.
Il concetto di Occidente, in questo periodo, va sostituendo quello medioevale di Cristianità, entrato in crisi in seguito alla Riforma protestante.
Nel corso dei secoli successivi il concetto di Occidente è stato vissuto in contrapposizione al relativo concetto di Oriente, quest'ultimo identificato via via con diverse entità: le civiltà dell'Asia Orientale (India, Cina, Giappone), l'Islam, l'Impero Ottomano, e così via.
Nel corso del 1800, in seguito al Romanticismo, ai risorgimenti nazionali, e alla lotta contro l'Impero Ottomano, si cominciò a individuare l'origine della cultura occidentale nella Grecia antica.
Lungo il 1900, la contrapposizione fu tra l'Occidente europeo da una parte, basato sull'economia di mercato e sulla democrazia parlamentare e dall'altra, l'Oriente europeo (Unione Sovietica in testa), basato su modelli di sviluppo economico statalisti, ispirati al socialismo comunista. In questo periodo per Occidente si intende l'insieme degli stati dell'Europa occidentale e degli Stati Uniti d'America, più alcuni stati extraeuropei che presentano forti affinità coi primi: Australia, Nuova Zelanda, Giappone.
Successivamente al crollo dei regimi comunisti nei paesi dell'est europeo, anche questi ultimi vengono solitamente inclusi nel concetto di Occidente.
Il termine Occidente oggi individua una vasta area economico-culturale che comprende l'Europa occidentale e l'America Settentrionale, America Centrale, America Meridionale, includendo in senso più allargato, paesi con simili caratteristiche come l'Australia, la Nuova Zelanda e il Giappone.
In questa visione, quest'area è caratterizzata da determinate caratteristiche economiche e politiche, spesso più idealmente intese che non effettivamente implementate: stato di diritto, riconosciuta tolleranza per le minoranze, liberismo economico e liberalismo politico, talora socialismo democratico, multipartitismo, libertà di espressione, di movimento e di organizzazione sindacale. Per la gran parte, ma non necessariamente, da un punto di vista religioso prevale nell'area la matrice cristiana.
Storicamente, questa visione afferma di essere erede della democrazia e del pensiero razionalista nati in alcune parti della Grecia antica e ripresi nel '700 dall'Illuminismo, dalla Rivoluzione americana e dalla Rivoluzione francese; degli ideali di universalità propri dell'Impero romano e, secondo alcuni, nella visione religiosa monoteistica propria del giudaismo e del cristianesimo.
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All'interno dello stesso Occidente esistono movimenti e pensatori che si autodefiniscono esplicitamente "antioccidentali": accusano l'Occidente di essere una cultura aggressiva e intollerante verso le altre culture, e dannosa verso l'ambiente naturale a causa dell'industrializzazione e del consumismo.
Il concetto di Occidente è stato denunciato come arbitrario e ideologico, una costruzione storica e sociale priva di un effettivo riscontro reale. L'esempio più noto è forse quello di Edward Said che, nel saggio "Orientalismo", descrive fondamentalmente l'Occidente come la creazione di una identità opposta ad un'altra vaga identità orientale, volta a legittimare i domini imperialisti e coloniali.
Per i critici, è una prova di ciò la mancanza di una effettiva unità etnica o culturale del cosiddetto Occidente, l'estrema difficoltà a cogliere gli aspetti accomunanti della composizione della cultura occidentale e la variabilità che nel tempo ha accompagnato la composizione della stessa presunta identità occidentale.
Secondo questa visione, quindi, da un punto di vista politico, l'Occidente è solamente un costrutto volto a diffondere (e difendere) la concezione economica liberista, essendone apparentemente l'unica caratteristica realmente unificante (Varrà comunque la pena ricordare che uno degli assiomi del pensiero economico islamico sia l'esistenza di un libero mercato e della concorrenza commerciale). A riprova di ciò, nazioni distanti geograficamente e culturalmente come il Giappone o la Russia sono state considerate nel tempo appartenenti all'uno o all'altro campo, quello "orientale" o "occidentale", in base alla forma di teoria economica adottata.
Nella cultura arabofona, il termine che designa l'occidente geografico è Maghreb ma esso si riferisce al solo Nordafrica islamico, arabo e berbero e non ha alcun significato ideologico. Per indicare l'occidente astronomico si usa il termine gharb.