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Oliver Grau (24 ottobre 1965) è uno storico dell'arte e teorico dei media tedesco.
Si è occupato in particolar modo di scienza delle immagini, modernità e media art, oltre che di Ottocento e arte italiana del Rinascimento.
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Oliver Grau è professore di Image Science e direttore del dipartimento di Image Sciences presso la Danube-University Krems.
Dopo gli studi compiuti ad Amburgo, Siena e Berlino e dopo il Dottorato, Grau ha insegnato presso la Humbold University di Berlino, ha lavorato in diversi laboratori di ricerca in Giappone e Stati Uniti e, dopo essere entrato di ruolo nel 2003, ha insegnato in varie università internazionali. È stato consulente di numerose associazioni e riviste internazionali di settore. Grau è a capo di diversi convegni ed ha diretto l’edizione inaugurale di Refresh!, il primo convegno internazionale su storia, scienza e tecnologia della media art, svoltosi a Banff nel 2005 (Berlino 2007, nel 2009 sarà a Melburne).
Tra i premi a lui insigniti: nel 2001 ammesso alla Young Academy della Berlin-Brandenburgischen Scientific Academy e alla Leopoldina; 2002 InterNations/Goethe Institute; 2003 Book of the Month, Scientific American; 2003 Borsa di studio del Centro italo-tedesco Villa Vigoni; 2004 Media Award della Humboldt University.
Pubblicazioni recenti: Virtual Art: From Illusion to Immersion (MIT-Press 2003, Mediale Emotionen (Fischer 2005) e MediaArtHistories (MIT-Press 2007). A partecipato a diversi cicli di conferenze internazionali ed è stato insignito di numerosi premi. Fino ad ora le sue pubblicazioni sono state tradotte in dodici lingue. Sue principali aree di ricerca sono l’immersione, le emozioni e la storia della media art, parallelamente a storia, idea e cultura della telepresenza e della vita artificiale.
Il suo Virtual Art ha analizzato per la prima volta in un’ottica comparativa la storia delle teorie immersive di immagine e osservatore, fornendo al tempo stesso un’analisi sistematica della triade artista-opera-osservatore nell’ambito dell’arte digitale. La sua ricerca rimanda a un inedito modello di storia evolutiva delle illusioni prodotte dai media, il quale da un lato è influenzato dalle nuove potenzialità di suggestione sensoria, e dall’altro dal grado variabile di alienazione dell’osservatore (competenza dei media).
Grau ha messo a punto nuovi strumenti scientifici utili alle scienze umane e alle scienze umane digitali, e ha diretto il progetto "Immersive Art" della Fondazione di Ricerca Tedesca (DFG), il cui gruppo di lavoro ha lanciato nel 1998 il primo archivio internazionale per l’arte digitale (www.virtualart.at). Il progetto iniziale, inscritto in una piattaforma open source presso la Danube-University Krems, ha avuto numerose derivazioni. Nel 2000 il DVA è stato il primo archivio virtuale a rendere regolarmente disponibile in streaming la documentazione video. Dal 2005 Grau gestisce il database della Goettweigs Graphic Collection, la più grande collezione grafica privata dell’Austria, contenente 30.000 opere che vanno da Albrecht Duerer a Gustav Klimt.
Grau ha sviluppato nuovi curricula accademici internazionali legati alle scienze delle immagini: il Master in MediaArtHistories, i programmi di specializzazione in Digital Collection Management e Exhibit Design, Visual Competencies e il Master in Image Science. A questo si aggiunge la creazione di un nuovo format interattivo di conferenze e dibattiti, le Danube Telelectures, accessibili da tutto il mondo in streaming.