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L'omogenitorialità è il legame, di diritto o di fatto, tra uno o più bambini (sia figli biologici sia, molto più raramente, adottati) e una coppia di persone omosessuali.
Il termine, frequente in italiano, di omoparentalità è un'errata italianizzazione di gay parenting (inglese) o di homoparentalité (francese): in queste due lingue, infatti, parent significa "genitore", non "parente".
Indice |
| Per approfondire, vedi la voce Adozione da parte di coppie dello stesso sesso. |
Va qui notato che il concetto di "coppia" deve essere in questo caso ampliato: nelle famiglie omogenitoriali esistono infatti generalmente schemi più complessi. Ad esempio, nel caso di bambini nati mediante fecondazione in vitro da un progetto di genitorialità condivisa si possono trovare quattro genitori: la madre biologica del bambino e la sua compagna, nonché il padre biologico ed il suo compagno.
Altri esempi si ritrovano quando è affidato un figlio al/la partner del/la genitore/genitrice biologico/a, che diventa così genitore adottivo di diritto o di fatto, o ancora nei casi di padri o madri non affidatari che prendono coscienza della loro omosessualità successivamente alla nascita del figlio.
In Italia, i bambini con genitori omosessuali sono circa 100.000. I risultati di una ricerca del 2005 condotta da Arcigay con il patrocinio dell’Istituto Superiore di Sanità, il 17,7% dei gay e il 20,5% delle lesbiche con più di 40 anni hanno almeno un figlio. Prendendo tutte le fasce d’età, sono genitori un gay o una lesbica su 20 mentre il 49% delle coppie omosessuali vorrebbe poter adottare un bambino.[1] Il censimento del 2000 negli USA riporta che il 33% delle coppie lesbo e il 22% delle coppie gay hanno almeno un figlio sotto l'età di 18 anni che vive con loro[2]. Nel 2005, negli USA i figli di coppie omosessuali erano circa 270.313[3].
Come tutte le rivendicazioni delle persone omosessuali (matrimonio gay, unioni civili) anche la genitorialità LGBT può apparire controversa.
Le critiche, essenzialmente, si possono ridurre a due argomenti:
I favorevoli, al contrario, sostengono che entrambi gli argomenti non sono supportati da prove scientifiche e sono frutto di convinzioni pregiudiziali. Infatti, numerosi studi condotti dall'American Psychological Association, American Psychiatric Association, American Academy of Pediatrics e altri gruppi non hanno evidenziato alcuna differenza, neppure minima, negli effetti dell'omogenitorialità rispetto alla genitorialità eterosessuale. L'American Psychological Association nel Luglio 2004 ha dichiarato:
non esiste alcuna prova scientifica che l'essere dei buoni genitori sia connesso all'orientamento sessuale dei genitori medesimi: genitori dello stesso sesso hanno la stessa probabilità di quelli eterosessuali di fornire ai loro figli un ambiente di crescita sano e favorevole. La ricerca ha dimostrato che la stabilità, lo sviluppo e la salute psicologica dei bambini non ha collegamento con l'orientamento sessuale dei genitori, e che i bambini allevati da coppie gay e lesbiche hanno la stessa probabilità di crescere bene quanto quelli allevati da coppie eterosessuali.
L'omogenitorialità viene supportata anche dal Child Welfare League of America, dal National Association of Social Workers, dal North American Council on Adoptable Children, dall'American Academy of Pediatrics e dall'American Academy of Family Physicians.[4]
Similmente, una relazione fatta dal Department of Justice (Canada) sullo Sviluppo delle abilità sociali dei bambini attraverso i vari tipi di famiglia del Luglio 2006 e rilasciata successivamente dal Governo Canadese nel Maggio 2006[5], ha dichiarato che
La conclusione che si deduce dalla letteratura empirica è che la gran parte degli studi mostrano che i bambini che vivono con 2 madri e i bambini che vivono con un padre ed una madre hanno lo stesso livello di competenza sociale. Pochi studi suggeriscono che i bambini con madri lesbiche potrebbe avere una migliore competenza sociale, ancora meno studi dimostrano l'opposto, ma la maggior parte degli studi fallisce nel trovare qualsiasi differenza. Anche le ricerche condotte su bambini con due padri supportano queste conclusioni.[6]
Uno studio condotto dal Law School's Williams Institute presso l'Univeristà di Los Anglese mostra che i genitori omosessuali tendono ad adottare con maggiore frequenza bambini più grandi d'età, disabili o sieropositivi[7]
Per quanto riguarda i presunti abusi sui minori, la Family Research Council, un'associazione della destra cristiana americana, ha dichiarato che un'indagine condotta dalla stessa associazione mostra una correlazione tra omosessualità e abusi sessuali su minori condotti da persone di sesso maschile e che è giustificabile usare una certa cautela nell'affidare dei bambini a genitori omosessuali.[8]
Nel Lexicon. Termini ambigui e discussi su famiglia, vita e questioni etiche, un volume redatto dal cardinale Alfonso López Trujillo che contiene alcune centinaia di voci sulla famiglia e sulla sessualità, a pagina 220 si dichiara che[9]:
l’abuso sessuale parte dall’educazione dei bambini nelle cosiddette famiglie composte da una coppia omosessuale. Un figlio adottato da una coppia omosessuale o una figlia adottata da una coppia di lesbiche diventa una facile vittima dei loro bisogni sessuali, diretti verso un partner dello stesso sesso
In merito a questa questione, un documentario della PBS chiamato Daddy & Papa (2007) ha riportato quanto segue:
Ogni studio sugli abusi sessuali dondotte da diverse organizzazioni, dal Connecticut Correctional Institute al Child Welfare League of America, sostiene che non c'è alcuna relazione tra coloro che abusano di minori e orientamento sessuale.[10]
Inoltre, uno studio dell'American Civil Liberties Union contraddice le conclusioni del Family Research Council, sostenendo che la maggior parte degli studi comparati sociologici indicano che i bambini cresciuti in famiglie omogenitoriali sono "relativamente normali".[11] Quando si compara questi bambini con quelli di genitori eterosessuali, non si nota alcuna differenza "nelle valutazioni di popolarità, nell'adeguamento sociale, nei comportamenti di ruoli di genere, identità di genere, intelligenza, coscienza di sé, problemi emotivi, propensione al matrimonio e alla genitorialità, sviluppo morale, indipendenza, nelle funsioni del sé, nelle relazioni con gli oggetti o autostima".[12] Infine, l'American Psychological Association supporta le adozioni da parte di coppie dello stesso sesso e l'omogenitorialità, così come dichiarato nel 28 luglio e 30 luglio 2004[13][14][15]. L'American Medical Association ha pubblicato una dichiarazione simile a supporto delle adozioni da parte di coppie dello stesso sesso e ha fatto appello ai suoi membri affiché lottino per una riduzione delle disparità nel sistema sanitario per i bambini con genitori omosessuali.[16]
Secondo la ACLU[11] e l'APA[17] un sostanziale numero di studi comparati raggiunge la conclusione che, sotto condizioni socio-economiche simili, i bambini allevati da coppie dello stesso sesso sono paragonabili a quelli allevati da coppie di sesso opposto in termini di salute mentale e fisica. Alcuni oppositori di questo tipo di adozione ritengono che i gay e le lesbiche sono più propensi ai disordini mentali rispetto agli eterosessuali e che quindi le adozioni a coppie LGBT non dovrebbero essere permesse. Nella fattispecie, citano una recensione del Dr. George A. Rekers della School of Medicine presso la University of South Carolina:[18]
Secondo i risultati rilevati in 12 mesi, il 36,8% degli uomini che fanno sesso con altri uomini hanno un disordine psichico**, contro il 28,2% degli uomini che fanno sesso con le donne. Il 55,5% delle donne che fanno sesso con altre donne hanno disordini psichici, contro il 31,8% di donne che fanno sesso con gli uomini.
**Il termine "disordine psichico" è definito in questa sede in modo da inglobare più del 28% e del 31% rispettivamente di tutti gli uomini e le donne sessualmente attivi.
I cirtici di queste teorie ritengono che questi risultati sono basate su generalizzazioni non si rivolge necessariamente a coppie omosessuali specifiche.[11] Valutazioni profonde e dettagliate sui possibili genitori sono prerequistiti standard per poter adottare un bambino, a prescindere dal genere e/o dall'orientamento sessuale dello stesso genitore.
Come sostenuto dall' American Psychological Association
Innanzitutto, l'omosessualità non è un disordine psicologico (Conger, 1975). Sebbene l'esposizione al pregiudizio e alla discriminazione basati sull'orientamento sessuale possano causare stress acuti (Mays & Cochran, 2001; Meyer, 2003), non c'è alcuna prova affidabile che l'orientamento omosessuale possa di per sé compromettere le funzioni psichiche. Inoltre, la convinzione che gay e lesbiche non possano essere genitori idonei non ha alucn fonadamento emperico (Patterson, 2000, 2004a; Perrin, 2002). Tra le donne lesbiche e le donne eterosessuali non sono state trovate differenze marcate nel loro approccio verso l'educazione del bambino (Patterson, 2000; Tasker, 1999). I singoli componenti di coppie LGBT con figli si dividono in modo equo le questioni inerenti alle cure dei bambini e sono soddisfatti della loro relazione col partner (Patterson, 2000, 2004a). I risultati di alcuni studi suggeriscono che le capacità genitoriali di madri lesbiche e padri gay potrebbero essere superiori a quelle di gentori eterosessuali dello stesso livello. Non ci sono prove scientifiche per dimostrare che madri lesbiche e padri gay possano essere non idonei sulla base del loro orientamento sessuale (Armesto, 2002; Patterson, 2000; Tasker & Golombok, 1997). Al contrario, i risultati di queste ricerche suggeriscono che i genitori omosessuali sono abili tanto quanto quelli eterossessuali nel provvedere ad un ambiente solidale e salutare per i loro bambini.[2]
Non esistono studi e statistiche sul numero dei figli di gay e lesbiche in Italia. Utili indicazioni numeriche si possono trarre da ricerche sociologiche realizzate nel 2001 [19] e nel 2003 [20]. Secondo queste ricerche, il 3,4% dei gay sono padri e il 5,4% delle lesbiche madri. I figli/e sono stati concepiti per il 76% dei casi in una relazione matrimoniale, nell’11% in una relazione eterosessuale e il rimanente 13% con un rapporto occasionale. La ricerca “Modi di” [21] realizzata nel 2005 ha rilevato che il 4,7% dei gay intervistati e il 4,5% delle lesbiche hanno figli biologicamente propri, e un ulteriore 0,3% dei maschi e 0,4% delle femmine hanno figli non di sangue.
L'omogenitorialità, ed in particolare il rapporto tra la prole ed il genitore non consanguineo, non è regolamentata dalla legislazione italiana, malgrado le rivendicazioni, dal 2005 organizzate e promosse in particolare dall'associazione Famiglie arcobaleno, che nel maggio 2008 ha presentato la prima proposta di legge [22] per la tutela dei figli di famiglie omogenitoriali o di fatto.