| Ovada | |||||||||
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| Stato: | |||||||||
| Regione: | |||||||||
| Provincia: | |||||||||
| Coordinate: | Coordinate: | ||||||||
| Altitudine: | 186 m s.l.m. | ||||||||
| Superficie: | 35,33 km² | ||||||||
| Abitanti: |
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| Densità: | 335,43 ab./km² | ||||||||
| Frazioni: | Costa, Gnocchetto, Grillano, San Lorenzo | ||||||||
| Comuni contigui: | Belforte Monferrato, Cremolino, Molare, Rocca Grimalda, Rossiglione (GE), Silvano d'Orba, Tagliolo Monferrato, Trisobbio, Carpeneto | ||||||||
| CAP: | 15076 | ||||||||
| Pref. telefonico: | 0143 | ||||||||
| Codice ISTAT: | 006121 | ||||||||
| Codice catasto: | G197 | ||||||||
| Nome abitanti: | ovadesi | ||||||||
| Santo patrono: | San Paolo della Croce | ||||||||
| Giorno festivo: | 18 ottobre | ||||||||
| Sito istituzionale | |||||||||
Ovada (in piemontese Ovà [ʊ'(β)a], in ligure Oâ [ʊ'a:]) è un comune di 11.851 abitanti della Provincia di Alessandria situato nell'Alto Monferrato, su un poggio alla confluenza dello Stura di Ovada nell'Orba.
Vi nacque Paolo Daneo, proclamato santo e noto come San Paolo della Croce.
Indice |
Trae il toponimo dal latino Vadum, ad indicare la probabile esistenza in epoca romana di un luogo di transito e guado in prossimità della confluenza dei due torrenti.
Menzionata per la prima volta nel X secolo, fece parte della marca aleramica, passando poi sotto il dominio dei marchesi di Gavi, dei marchesi del Bosco e infine dei Malaspina, che in varie riprese (1272-1277) la cedettero a Genova. Occupata dai duchi di Milano e attribuita alla famiglia Trotti, fu infeudata agli Adorno, che la tennero fino al 1499, quando il re di Francia Luigi XII la restituì ai Trotti.
Nel 1528, in seguito all'ascesa di Andrea Doria e al passaggio della Repubblica di Genova sotto la protezione dell'Impero, Ovada, che nel frattempo si era ribellata ai suoi feudatari, fu conquistata dalle truppe di Bartolomeo Spinola.
Colpita dalla peste del 1630, perdette i 4/5 della popolazione. Nel 1746, durante la guerra di successione austriaca, fu occupata dalle truppe austro-piemontesi, che la tennero per tre anni.
Occupata dai francesi durante le Campagne d'Italia, entrò a far parte dell'impero napoleonico. Alla caduta di Napoleone, passò al Regno di Sardegna (1815).
Il centro storico della città mantiene la tipica struttura ligure con stretti carrugi e case dipinte.
L'antica chiesa di Santa Maria delle Grazie, la cui facciata risale al XVIII secolo, è un edificio cristiano dalle origini remote, probabilmente un battistero, come ne farebbe supporre la forma circolare. Di fronte sorge il palazzo Spinola (seconda metà del XVII secolo).
La casa natale di San Paolo della Croce fu dichiarata monumento nazionale nel 1918.
La chiesa della Confraternita della SS. Annunziata (XIV secolo) contiene tele di Luca Cambiaso, del Brea e dello Schiena, nonché un gruppo ligneo della Madonna del Carmine e uno dell'Annunciazione opera del Maragliano.
L'antica parrocchiale possiede un'abside romanica con successivi ampliamenti; ad essa è collegata la torre civica del 1300. Dopo il trasferimento della parrocchia, due navate furono trasformate nella Loggia di S. Sebastiano, mentre la terza navata fu utilizzata per accedere all'Oratorio di San Giovanni Battista e della SS. Trinità.
L'oratorio contiene al suo interno affreschi del Canepa da Voltri e il gruppo ligneo della Decollazione di S. Giovanni Battista, ancora del Maragliano.
La chiesa dell'Assunta, seicentesca, domina l'intera città con i due alti campanili e la cupola. Al suo interno si può ammirare l'altare maggiore in marmo, realizzato su disegno dell'Antonelli, e il grande organo.
Fuori del centro storico sorgono il bel parco di Villa Gabrieli, il Castello di Lercaro e l'ex Ospedale Civile, costruito su progetto dell'Antonelli. Di rilievo è anche il castello di Grillano: frutto dell'accorpamento di diverse strutture originarie del XVIII secolo, è stato massicciamente ristrutturato a fine Ottocento; ospita un'azienda vinicola attiva dagli anni 1930 ed è inserito nel circuito dei "Castelli Aperti" del Basso Piemonte.
Il Santuario di San Paolo della Croce è stato edificato nel luogo dove per molti decenni si ergeva una piccola chiesa prefabbricata, dedicata a San Paolo della Croce e voluta dalla comunità di una nuova zona della città che si era andata nel tempo espandendo con la costruzione di nuove abitazioni.
Grazie alla donazione di alcuni terreni da parte di famiglie della zona, nel 1984 è stata posta la prima pietra e la costruzione è stata terminata quattro anni dopo. Il progetto architettonico è del Padre Passionista Ottaviano D'Egidio, che ha voluto simboleggiare nella pianta semicircolare e nell'ardita copertura a vela, sostenuta da una struttura lignea lamellare, l'elevazione dello spirito umano verso la Divinità. La struttura muraria è, invece, in cemento armato a vista.
La chiesa, come quella prefabbricata precedente, è stata dedicata a San Paolo della Croce e ne è divenuta il Santuario. La sua costruzione è stata possibile grazie al lavoro di moltissimi Ovadesi, che hanno prestato la loro opera volontaria, alle donazioni degli istituti bancari cittadini e alla insostituibile opera pastorale del parroco don Giovanni Valorio.
Ovada è zona di produzione dell'omonimo dolcetto, vino DOC locale.
Ovada è situata lungo la Strada Statale 456 del Turchino che collega Genova Voltri con Acqui Terme e alla confluenza della SP155 che la collega con Novi Ligure.
Il comune è raggiungibile anche tramite l'Autostrada A26 dei Trafori, con casello d'uscita a circa 1 km dal paese.
Nel comune vi sono diversi capolinea dei mezzi delle Autolinee S.A.A.M.O., che lo collegano con i comuni della zona e con le loro frazioni.
Ovada è dotata di due stazioni ferroviarie.
La principale è sulla linea Genova - Acqui Terme, mentre la seconda, chiamata Ovada Nord, si trova sulla linea secondaria regionale proveniente da Alessandria.
Per quello che riguarda la categorizzazione delle stazioni[1] RFI considera Ovada di categoria silver ed Ovada Nord di categoria bronze[2].
Curioso il fatto che la stazione ferroviaria di Molare (categoria bronze[2]), sulla linea Genova - Acqi Terme, si trovi in realtà ancora sul territorio del comune di Ovada, in località Coinova.
Processione di San Giovanni il 24 giugno di ogni anno. Spettacolare avvenimento religioso (con alcune punte di paganesimo) con portatori di "casse" (pesantissimi gruppi lignei antichi)e "cristi"(crocifissi enormi) che si cimentanoin ardite evoluzioni per le vie del centro storico.
La cucina del territorio, abbinata al prodotto più importante di queste zone, il vino Dolcetto d'Ovada, offre pietanze già presenti sia nel territorio appenninico che quello collinare-monferrino.
La cucina tipica di Ovada presenta una marcata impronta ligure ed i suoi prodotti principali sono:
- gli andarini, un tipo di pasta simile a delle piccole trofie, che viene accompagnato al brodo di carne
- i biscotti della salute, simili ai biscotti del Lagaccio
- i splinsugni d'uò
Di notevole diffusione piatti tradizionali quali ad esempio gli agnolotti e la farinata
Sindaco: Andrea Luigi Oddone (lista civica) dal 14/06/2004
Centralino del comune: 0143 8361
Posta elettronica: segreteria@comune.ovada.al.it
Abitanti censiti 
| « Con sapienza di maestro e cuore di patriota guidò la studiosa gioventù alla purezza degli ideali. Poeta della cristiana epopea cercò nei sommi veri ispirazione e conforto. Scrittore multiforme ebbe scioltezza di stile e acume critico » |