Sono definiti paesi in via di sviluppo (in un acronimo, PVS) tutti quei paesi compresi nella parte I della lista stilata dall'OCSE, l'Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico.
Si tratta di paesi con livelli di sviluppo molto bassi, suddivisi in 5 categorie, in base al livello medio di reddito pro capite:
Tutti questi paesi, beneficiano di aiuti pubblici allo sviluppo da parte dei paesi industrializzati, però sono:
I cosiddetti Paesi in Via di Sviluppo risultano avere caratteristiche comuni, aggregate e simultanee: presentano:
I PVS sono geograficamente concentrati nel Sud del Mondo, identificato come geograficamente posto sotto la linea immaginaria di Brandt che divide i Paesi sviluppati (o avanzati) dai Paesi in via di sviluppo.
Esistono differenti modalità di classificazione dei Paesi con tali caratteristiche, fondate principalmente sul tasso di sviluppo e sulle variabili macroeconomiche. Oltre alla definizione di PVS, si affianca la più eufemistica definizione di LDC – Least Developed Country – elaborata dall’ECOSOC, che definisce LDC i Paesi con basso reddito, scarso sviluppo economico, scarso sviluppo sociale e vulnerabilità economica.
L’UNDP ha elaborato e inserito nel suo rapporto annuale sin dal 1990 un indicatore che tiene conto di variabili del tenore di vita, l’HDI (Human Development Index), dividendo il mondo in tre macro fasce:
Infine, terminologicamente, esiste anche la differenziazione tra Primo, Secondo e Terzo Mondo, laddove la definizione Terzo Mondo fu coniata da Alfred Sauvy nel 1952 per indicare i Paesi non allineati con nessuno dei due blocchi della Guerra Fredda, e in relazione al ruolo del Terzo Stato nella Rivoluzione Francese, e definendo come Primo Mondo i paesi ad economia di mercato (capitalistica) e Secondo Mondoi Paesi ad economia pianificata o centralizzata (come nel blocco sovietico).
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Un autorevole studioso Jared Diamond, ha provato a rispondere a questa domanda nel libro: Armi, acciaio e malattie.
La tesi fondamentale è la seguente:
Probabilmente i destini dei popoli sono così diversi a causa delle differenze ambientali, non biologiche, tra i popoli medesimi.
L’uomo compare sulla terra circa 7 milioni di anni fa (le stime vanno da 5 a 9).
In particolare da un unico ceppo di scimmie antropomorfe africane si formarono gli scimpanzè, i gorilla e l’uomo.
Per 5 milioni di anni l’uomo è rimasto confinato in Africa, fino a che:
-un milione di anni fa emigra in oriente
-500.000 anni fa emigra in Europa
-40.000 anni fa passa in Australia attraverso l’Indonesia
-20.000 anni fa raggiunge la Siberia
-12.000 anni fa passa lo stretto di Bering
-10.000 anni fa raggiunge la Terra del fuoco.
I popoli più progrediti sono sempre passati da essere cacciatori-raccoglitori ad essere agricoltori. Il passaggio dell’agricoltura è obbligatorio per progredire. In effetti l‘agricoltura permette una maggior disponibilità alimentare.
Sappiamo infatti che tra le piante e gli animali solo una piccola parte è commestibilie per noi. La maggior parte della biomassa è formata da foglie e legno che noi non riusciamo a digerire.
Selezionando e coltivando quelle poche specie edibili siamo riusciti a cambiare le cose. Alla fine un ettaro di terra coltivata riesce a dare sostentamento a molte più persone di quanto non riesca a dare a cacciatori raccoglitori un ettaro di foresta vergine. Gli animali domestici hanno aiutato l’uomo a produrre più cibo in quattro modi: fornendo latte, carne, concime e forza motrice. Altro motivo a favore dell’agricoltura è che i cacciatori-raccoglitori sono abbligati al nomadismo in quanto tendono a spogliare eccessivamente il territorio in cui si trovano, ciò comporta:
- che tra i cacciatori raccoglitori le gravidanze sono più lontane una dall’altra (in media 4 anni per permettere al nuovo nato di camminare insiema alla tribù),
-la conservazione degli alimenti non è tanto fattibile in quanto i cacciatori mancano di silos ( peraltro vi è una grande differenza tra conservare cereali oppure carne!!),
Il surplus alimentare ha permesso quindi alle popolazioni agricole di fornirsi di un apparato burocratico (che si è andato organizzando in governo, tassazione, sacerdoti, guerrieri, scribi, intellettuali, artigiani come spadai ed armaioli,…..). Questo progresso sociale ed il fatto che molte persone avevano un compito definito all’interno dalla società sganciato dal quotidiano procacciarsi del cibo ha comportato una grande crescita tecnologica(armi da fuoco, spade d’acciaio). Ha comportato anche la nascita della scrittura con la conseguente più facile circolazione delle idee e degli avvenimenti.
L'agricoltura non fu “un pacchetto in regalo” dalla natura. Sono stati necessari migliaia di selezioni ed incroci (ed un numero ancora superiore di fallimenti) ad addomensticare le piante di uso comune. Le princiali piante addomesticate in epoca preistorica sono circa una cinquantina e riguardano cereali, leguminose, radici, tuberi e cucurbitacee. E’ difficile oggi giorno rendersene bene conto ma vi è una grandissima differenza in sapore ed in grandezza tra una pianta nella varietà selvatica ed una nella varità addomesticata.
Vi sono aree del mondo in cui la domesticazione avvenne con specie autoctone:
| paese | piante | animali | data più antica |
|---|---|---|---|
| Mezzaluna fertile | grano, piselli, olivo | pecora capra | 8500 a.C. |
| Cina | riso, miglio | maiale, baco da seta | prima del 7500 a.C. |
| Mesoamerica | mais, fagioli, zucca | tacchino | prima del 3500 a.C. |
| Ande ed Amazzonia | patate e manioca | lama, cavia | prima del 3500 a.C. |
| USA orientali | girasole, chenopodio | nessuno | 2500 a.C. |
Nelle seguenti aree, la domesticazione di piante e animali avvenne con successo solo dopo che vi fu la diffusione di piante ed animali addomesticati altrove:
| paese | piante | animali | data più antica | dopo l'introduzione di |
|---|---|---|---|---|
| Europa occidentale | papavero, avena | nessuno | 6000-3500 a.C. | dopo grano |
| Valle dell’indo | sesamo, melanzana | bovini asiatici | 7000°.C. | dopo grano, orzo |
| Egitto | sicomoro, chufa | asino , gatto | 6000 a.C. | dopo grano , orzo |
Dalla sovrascritta tabella può sembrare strano vedere come iniziatori della agricoltura, territori che poi sono passati in secondo piano per ricchezza sul pianeta (pensiamo alla mezzaluna fertile, alla Mesoamerica, Ande ,Amazzonia). Se poi aggiungiamo che la Cina all’inizio 900 era un paese decisamente povero e la America orientale era abitata da indiani nativi (che sono risultati perdenti e sostituiti dagli inglesi), dobbiamo aggiungere qualche dato per chiarire il successivo “successo evolutivo degli europei”.
Quindi l’agricoltura e l’allevamento non furono un’invenzione europea, ma furono portati all’esterno grazie e a specie non indigene (parliamo ovviamente del grano),; solo in un secondo tempo i contadini europei riuscirono a domesticare una specie locale, ovvero il papavero e l’avena, che si diffuse poi in oriente.
In natura delle circa 200.000 specie vegetali che potrebbero essere domesticate, pochissime rispondono allo scopo; moltissime sono legnose, non producono frutti commestibili etc…Solo poche migliaia sono commestibili e solo poche centinaia sono state addomesticate. Attualmente l’80 % del raccolto annuo sulla terra è composto da:
-5 cereali (grano, mais, riso, orzo, sorgo)
-1 legume (soia)
-3 tuberi (patata, manioca e patata dolce>)
-2 piante zuccherine (barbabietola e canna da zucchero)
-1 pianta da frutto (banana)
Quali sono stati i fattori che hanno fatto pendere la bilancia a favore degli agricoltori (invece dei cacciatori-raccoglitori): - estinzione: man mano che cresce i numero e l’abilità dei cacciatori, diminuisce il numero di animali e quindi la caccia diviene senpre più difficile,
- i cambiamenti climatici che giocarono favorendo la diffusione delle specie selvatiche di cereali a svantaggio di specie selvatiche non addomesticabili,
-crescenti successi tecnologiche in aree utili per la vita agricola (ad esempio che senso avrebbe darsi all’agricolltura se non puoi costruire silos, o non puoi mietere il grano???),
- all’aumentare della popolazione, aumenta l’efficienza della raccolta di cibo, che aumenta la raccolta di cibo………tutto questo nel mondo agricolo. Nel mondo dei cacciatori è vero il contrario.
- quindi le comunità di agricoltori sono numerose, quelle di cacciatori sono piccole. Inevitabilmente gli agricoltori vinsero e scacciarono i cacciatori, in quanto mangiavano di più e soprattutto erano in tanti. Col tempo gli agricoltori sarebero stati in grado di mantenere anche un potere centrale con una classe miltare ed artigiani che preoducevano armi ottenute con migliori tecniche estrattive e migliori teccniche di forgia (ovvero ferro, acciaio).
E’ interessare il ritmo di addomesticazione dei vegetali nel mondo -8000 a.C compare la agricoltura nella mezzaluna fertile
-6500 a. C. raggiunge grecia, cipro e subcontinente indiano
-6000 a.C raggiunge l’egitto
-5400 a.C raggiunge l’europa orientale
-5200 a.C raggiunge la spagna meridionale
-3500 a.C raggiunge le gran bretagna
Sintetizzando:
nelle americhe con l’ultima glaciazione si erano estinti la maggior parte dei mammiferi. L’unico mammifero che poteva esser addomesticato era (e fu nella realtà) il lama. Esso forniva carne, pelli, lana, però non forniva latte, non dava forza motrice, non fu mai usato in battaglia. Ben diversa la situazione nel vecchi mondo. Gli altri animali domestici erano il tacchino e le cavie ed il cane, poco utili come “forza animale”. Le specie addomesticate nell’antichità euroasiatiche erano invece: pecora, capra, bue, maiale, cavallo, cammello arabo (dromedario), cammelo della battriana (a 2 gobbe), asino, renna, bufalo asiatico, yak, banteng e mithan. Nessuna dall’Africa subsahariana ed in Australia.
Quindi si ebbe un ritardo sistematico dell’America rispetto all’Eurasia dovuta a:
cioò ha comportato un ritardo di circa 5000 anni. Per lungo tempo le popolazioni americane sono vissute unendo l’attività di caccia con l’agricoltura, ritardando tantissimo la nascita di strutture burocratiche sul modello delle cittaà stato.
Questi fatti spiegano probabilmente perché Pizarro e Cortes riuscirono a giungere nel Messico e nel Perù, distruggendo quelle culture e non avvenne invece che i popoli latinoamericani sbarcassero sulle coste portoghesi o spagnole per conquistare il vecchio mondo.
Tra le spiegazioni:
Le cause prossime del primato europeo sono:
E’ importante anche considerare il ruolo delle malattie. Facciamo alcuni esempi:
I dati illustrati sono chari: le malattie negli ultimi 500 anni hanno giocato per lo più a favore deli abitanti europei (ed hanno avuto un peso fondamentale nel consolidare i primi successi militari). Infatti le principali malattie epidemiche sono dovute al passaggio dall’animale all’uomo dell’agente infettivo. Ovviamente l’agricoltura-pastorizia facilitava la massimo ciò. Consideriamo i seguenti dati:
| malattia | animali portatori del patogeno |
| morbillo | buoi |
| tubercolosi | buoi |
| vaiolo | buoi |
| influenza | maiali ed anatre |
| pertosse | maiali ed anatre |
| malaria | uccelli |
Quindi gli euro-asiatici, che svilupparono alla fine della glaciazione l’agricoltura-pastorizia, vennero a contatto presto con questi patogeni. In conseguenza dei trasporti, comercio e colonizzazione, (impero romano, Alessandro Magno, persiani etc..) i germi furono trasportati in oriente ed in nordafrica. Nel nuovo mondo invece gli animali domestici (per lo più tacchini e lama) erano pochi, non vivevano ne’ in grandi assembramenti né in intimità con l’uomo, per cui il passaggio opposto dal nuovo mondo al vecchio si restrinse alla epidemia di sifilide del 1500-1600.