Paesi in via di sviluppo

All you want to know about Paesi in via di sviluppo

Mappa del mondo a colori indicante l'Indice di sviluppo umano (stima 2003). Le nazioni di colore giallo/arancione mostrano uno sviluppo umano medio, quelli di colore rosso uno sviluppo umano basso.

██ Alto reddito

██ Reddito medio-alto

██ Reddito medio-basso

██ Basso reddito

calcolato sul gross national income pro capita

██ Advanced economies

██ Economie emergenti(non meno sviluppate)

██ Economie emergenti ed in via di sviluppo(least developed)

Classificazione del IMF e dell'ONU
MSCI Mercati dei paesi emergenti e dei paesi sviluppati da Morgan Stanley Capital International 2006

██ Emerging markets

██ Developed markets

nazioni di recente industrializzazione nel 2007


Sono definiti paesi in via di sviluppo (in un acronimo, PVS) tutti quei paesi compresi nella parte I della lista stilata dall'OCSE, l'Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico.
Si tratta di paesi con livelli di sviluppo molto bassi, suddivisi in 5 categorie, in base al livello medio di reddito pro capite:

  • paesi meno sviluppati (meno di un dollaro al giorno),
  • altri paesi a basso livello di reddito (inferiore a 745 $ all'anno nel 2001),
  • paesi a basso-medio reddito (tra 746 $ e 2975 $ all'anno),
  • paesi ad un livello di reddito pro capite annuo medio-alto (tra 2976 $ e 9205 $ all'anno),
  • paesi ad alto livello di reddito (più di 9206 $ all'anno nel 2001),

Tutti questi paesi, beneficiano di aiuti pubblici allo sviluppo da parte dei paesi industrializzati, però sono:

  • aiuti quantitativamente limitati,
  • sono strozzati dal debito: sia con altri stati. sia con banche private dei paesi occidentali,
  • la banca mondiale con i Piani di aggiustamento strutturale spinge verso sono soggetti a privatizzazioni spinte, e riduzione estrema della spesa sociale)
  • utilizzo tramite outsourcing di manod'opera a bassissimo costo(grazie anche alla possibilità di impiantare industri ad alto costo ecologico fuoricasa)


I cosiddetti Paesi in Via di Sviluppo risultano avere caratteristiche comuni, aggregate e simultanee: presentano:

  • bassi tassi di crescita del Reddito Nazionale,
  • bassi tassi di crescita del Reddito pro capite,
  • ristretta base industriale,
  • poca accumulazione del capitale,
  • alta percentuale di povertà assoluta,
  • basso tenore di vita – come da indicatori ISU circa sanità, mortalità, fame ed educazione. L’interazione pervasiva tra dinamiche demografiche, occupazionali, migratorie, ambientali e sociali con gli aspetti economici e produttivi e le esternalità derivanti da tali interazioni creano vulnerabilità e dipendenza, indebolendo le strutture politiche e istituzionali, erodendo il senso civico, l’autostima e la capacità d’innovazione, moltiplicando i market failures e accrescendo tensioni e conflitti.

I PVS sono geograficamente concentrati nel Sud del Mondo, identificato come geograficamente posto sotto la linea immaginaria di Brandt che divide i Paesi sviluppati (o avanzati) dai Paesi in via di sviluppo.
Esistono differenti modalità di classificazione dei Paesi con tali caratteristiche, fondate principalmente sul tasso di sviluppo e sulle variabili macroeconomiche. Oltre alla definizione di PVS, si affianca la più eufemistica definizione di LDC – Least Developed Country – elaborata dall’ECOSOC, che definisce LDC i Paesi con basso reddito, scarso sviluppo economico, scarso sviluppo sociale e vulnerabilità economica.
L’UNDP ha elaborato e inserito nel suo rapporto annuale sin dal 1990 un indicatore che tiene conto di variabili del tenore di vita, l’HDI (Human Development Index), dividendo il mondo in tre macro fasce:

  • Paesi ad alto sviluppo (con ISU maggiore allo 0,800),
  • Paesi a medio sviluppo (0,500 < ISU< 0,799)
  • Paesi a basso sviluppo (0,300 < ISU < 0,499).
    La World Bank valuta lo stato economico di un Paese esclusivamente in base al reddito pro capite (4 fasce globali: reddito basso meno di 825 $ ; medio basso tra 826 e 3255 $; reddito medio alto tra 3256 e 10065 $; reddito alto oltre 10066 $), calcolando che bassi livelli di reddito spesso corrispondono a bassi livelli di sviluppo (Y -> S+C con C maggiormente speso in I in Ku -> produttività -> sviluppo); tuttavia è un indicatore che non tiene in conto il grado di povertà e distribuzione del reddito e non permette valutazioni sul potenziale dinamico economico di lungo periodo. Per la WB esiste anche un altro indicatore discriminante tra Paesi, ovvero l’eleggibilità al prestito: possono accedere ai prestiti IDA tutti i Paesi con reddito inferiore a 1065 $, mentre in aggiunta agli IDA possono usufruire dei finanziamenti dell’IBRD solo i Paesi finanziariamente affidabili. IMF e WB hanno elaborato un altro progetto, inoltre, di classificazione dei Paesi con alti livelli di povertà e di peso dell’indebitamento estero, nominati HIPC (Heavily Indebted Poor Countries). Altri indicatori sono il tasso di crescita della popolazione, che stabilisce una proporzionalità inversa tra reddito e natalità; la composizione del PIL per settore; la componente rurale sulla popolazione totale (assumendo, come da definizione PVS, che la prevalenza del settore agricolo nel PIL rende vulnerabile l’intera economia del Paese).

Infine, terminologicamente, esiste anche la differenziazione tra Primo, Secondo e Terzo Mondo, laddove la definizione Terzo Mondo fu coniata da Alfred Sauvy nel 1952 per indicare i Paesi non allineati con nessuno dei due blocchi della Guerra Fredda, e in relazione al ruolo del Terzo Stato nella Rivoluzione Francese, e definendo come Primo Mondo i paesi ad economia di mercato (capitalistica) e Secondo Mondoi Paesi ad economia pianificata o centralizzata (come nel blocco sovietico).

Indice

[modifica] Ipotesi sulle cause che hanno generato popoli a maggior o minor reddito

Un autorevole studioso Jared Diamond, ha provato a rispondere a questa domanda nel libro: Armi, acciaio e malattie.
La tesi fondamentale è la seguente:
Probabilmente i destini dei popoli sono così diversi a causa delle differenze ambientali, non biologiche, tra i popoli medesimi.

L’uomo compare sulla terra circa 7 milioni di anni fa (le stime vanno da 5 a 9).
In particolare da un unico ceppo di scimmie antropomorfe africane si formarono gli scimpanzè, i gorilla e l’uomo.
Per 5 milioni di anni l’uomo è rimasto confinato in Africa, fino a che:
-un milione di anni fa emigra in oriente
-500.000 anni fa emigra in Europa
-40.000 anni fa passa in Australia attraverso l’Indonesia
-20.000 anni fa raggiunge la Siberia
-12.000 anni fa passa lo stretto di Bering
-10.000 anni fa raggiunge la Terra del fuoco.

I popoli più progrediti sono sempre passati da essere cacciatori-raccoglitori ad essere agricoltori. Il passaggio dell’agricoltura è obbligatorio per progredire. In effetti l‘agricoltura permette una maggior disponibilità alimentare.
Sappiamo infatti che tra le piante e gli animali solo una piccola parte è commestibilie per noi. La maggior parte della biomassa è formata da foglie e legno che noi non riusciamo a digerire.
Selezionando e coltivando quelle poche specie edibili siamo riusciti a cambiare le cose. Alla fine un ettaro di terra coltivata riesce a dare sostentamento a molte più persone di quanto non riesca a dare a cacciatori raccoglitori un ettaro di foresta vergine. Gli animali domestici hanno aiutato l’uomo a produrre più cibo in quattro modi: fornendo latte, carne, concime e forza motrice. Altro motivo a favore dell’agricoltura è che i cacciatori-raccoglitori sono abbligati al nomadismo in quanto tendono a spogliare eccessivamente il territorio in cui si trovano, ciò comporta:
- che tra i cacciatori raccoglitori le gravidanze sono più lontane una dall’altra (in media 4 anni per permettere al nuovo nato di camminare insiema alla tribù),
-la conservazione degli alimenti non è tanto fattibile in quanto i cacciatori mancano di silos ( peraltro vi è una grande differenza tra conservare cereali oppure carne!!),
Il surplus alimentare ha permesso quindi alle popolazioni agricole di fornirsi di un apparato burocratico (che si è andato organizzando in governo, tassazione, sacerdoti, guerrieri, scribi, intellettuali, artigiani come spadai ed armaioli,…..). Questo progresso sociale ed il fatto che molte persone avevano un compito definito all’interno dalla società sganciato dal quotidiano procacciarsi del cibo ha comportato una grande crescita tecnologica(armi da fuoco, spade d’acciaio). Ha comportato anche la nascita della scrittura con la conseguente più facile circolazione delle idee e degli avvenimenti.

L'agricoltura non fu “un pacchetto in regalo” dalla natura. Sono stati necessari migliaia di selezioni ed incroci (ed un numero ancora superiore di fallimenti) ad addomensticare le piante di uso comune. Le princiali piante addomesticate in epoca preistorica sono circa una cinquantina e riguardano cereali, leguminose, radici, tuberi e cucurbitacee. E’ difficile oggi giorno rendersene bene conto ma vi è una grandissima differenza in sapore ed in grandezza tra una pianta nella varietà selvatica ed una nella varità addomesticata.


Vi sono aree del mondo in cui la domesticazione avvenne con specie autoctone:

paese piante animali data più antica
Mezzaluna fertile grano, piselli, olivo pecora capra 8500 a.C.
Cina riso, miglio maiale, baco da seta prima del 7500 a.C.
Mesoamerica mais, fagioli, zucca tacchino prima del 3500 a.C.
Ande ed Amazzonia patate e manioca lama, cavia prima del 3500 a.C.
USA orientali girasole, chenopodio nessuno 2500 a.C.

Nelle seguenti aree, la domesticazione di piante e animali avvenne con successo solo dopo che vi fu la diffusione di piante ed animali addomesticati altrove:

paese piante animali data più antica dopo l'introduzione di
Europa occidentale papavero, avena nessuno 6000-3500 a.C. dopo grano
Valle dell’indo sesamo, melanzana bovini asiatici 7000°.C. dopo grano, orzo
Egitto sicomoro, chufa asino , gatto 6000 a.C. dopo grano , orzo

Dalla sovrascritta tabella può sembrare strano vedere come iniziatori della agricoltura, territori che poi sono passati in secondo piano per ricchezza sul pianeta (pensiamo alla mezzaluna fertile, alla Mesoamerica, Ande ,Amazzonia). Se poi aggiungiamo che la Cina all’inizio 900 era un paese decisamente povero e la America orientale era abitata da indiani nativi (che sono risultati perdenti e sostituiti dagli inglesi), dobbiamo aggiungere qualche dato per chiarire il successivo “successo evolutivo degli europei”.
Quindi l’agricoltura e l’allevamento non furono un’invenzione europea, ma furono portati all’esterno grazie e a specie non indigene (parliamo ovviamente del grano),; solo in un secondo tempo i contadini europei riuscirono a domesticare una specie locale, ovvero il papavero e l’avena, che si diffuse poi in oriente.

In natura delle circa 200.000 specie vegetali che potrebbero essere domesticate, pochissime rispondono allo scopo; moltissime sono legnose, non producono frutti commestibili etc…Solo poche migliaia sono commestibili e solo poche centinaia sono state addomesticate. Attualmente l’80 % del raccolto annuo sulla terra è composto da:
-5 cereali (grano, mais, riso, orzo, sorgo)
-1 legume (soia)
-3 tuberi (patata, manioca e patata dolce>)
-2 piante zuccherine (barbabietola e canna da zucchero)
-1 pianta da frutto (banana)


Quali sono stati i fattori che hanno fatto pendere la bilancia a favore degli agricoltori (invece dei cacciatori-raccoglitori): - estinzione: man mano che cresce i numero e l’abilità dei cacciatori, diminuisce il numero di animali e quindi la caccia diviene senpre più difficile,
- i cambiamenti climatici che giocarono favorendo la diffusione delle specie selvatiche di cereali a svantaggio di specie selvatiche non addomesticabili,
-crescenti successi tecnologiche in aree utili per la vita agricola (ad esempio che senso avrebbe darsi all’agricolltura se non puoi costruire silos, o non puoi mietere il grano???),
- all’aumentare della popolazione, aumenta l’efficienza della raccolta di cibo, che aumenta la raccolta di cibo………tutto questo nel mondo agricolo. Nel mondo dei cacciatori è vero il contrario.
- quindi le comunità di agricoltori sono numerose, quelle di cacciatori sono piccole. Inevitabilmente gli agricoltori vinsero e scacciarono i cacciatori, in quanto mangiavano di più e soprattutto erano in tanti. Col tempo gli agricoltori sarebero stati in grado di mantenere anche un potere centrale con una classe miltare ed artigiani che preoducevano armi ottenute con migliori tecniche estrattive e migliori teccniche di forgia (ovvero ferro, acciaio).


E’ interessare il ritmo di addomesticazione dei vegetali nel mondo -8000 a.C compare la agricoltura nella mezzaluna fertile
-6500 a. C. raggiunge grecia, cipro e subcontinente indiano
-6000 a.C raggiunge l’egitto
-5400 a.C raggiunge l’europa orientale
-5200 a.C raggiunge la spagna meridionale
-3500 a.C raggiunge le gran bretagna

[modifica] Perché il vantaggio dell'Eurasia sulle Americhe

Sintetizzando:
nelle americhe con l’ultima glaciazione si erano estinti la maggior parte dei mammiferi. L’unico mammifero che poteva esser addomesticato era (e fu nella realtà) il lama. Esso forniva carne, pelli, lana, però non forniva latte, non dava forza motrice, non fu mai usato in battaglia. Ben diversa la situazione nel vecchi mondo. Gli altri animali domestici erano il tacchino e le cavie ed il cane, poco utili come “forza animale”. Le specie addomesticate nell’antichità euroasiatiche erano invece: pecora, capra, bue, maiale, cavallo, cammello arabo (dromedario), cammelo della battriana (a 2 gobbe), asino, renna, bufalo asiatico, yak, banteng e mithan. Nessuna dall’Africa subsahariana ed in Australia.

Quindi si ebbe un ritardo sistematico dell’America rispetto all’Eurasia dovuta a:

  • arrivo dell'uomo in Eurasia 1 milione di anni fa, in America circa 13000 anni fa.
  • l’agricoltura si diffonde in eurasia verso il 8000 a.c, in America verso il 3.000
  • la domesticazione dgli animali 7000 a.C. in Eurasia , 500 a.C. in America

cioò ha comportato un ritardo di circa 5000 anni. Per lungo tempo le popolazioni americane sono vissute unendo l’attività di caccia con l’agricoltura, ritardando tantissimo la nascita di strutture burocratiche sul modello delle cittaà stato.

  • l’asse principale eurasiatico era est-ovest e quindi una volta trovato un cereale ed un animale addomesticato si poteva diffondere facilmente in quanto le variabili climatiche erano inferiori. Ben diverso in un mondo come quello americano ove l’asse era nord-sud, con grandi variabili climatiche.

Questi fatti spiegano probabilmente perché Pizarro e Cortes riuscirono a giungere nel Messico e nel Perù, distruggendo quelle culture e non avvenne invece che i popoli latinoamericani sbarcassero sulle coste portoghesi o spagnole per conquistare il vecchio mondo.

[modifica] Perché lo svantaggio dell'Oriente sull'Europa

Tra le spiegazioni:

  • la mezzaluna fertile circa 5000 anni fa era ricopeeta per lo più da foreste e con il continuo disboscare per costruire case, navi e per combustibile si è arrivati alla attuale situazione. Quindi le prime cività del mediterraneo orientale e della mezzaluna fertile ebbero la sfortuna di nascere in un territorio fragile dal punto di vista ambientale. All’europa centrale ed occidentale questo fato fu risparmiato in quanto l’ambiente era più resistente. Ciò ha comportato un progressivo arricchimento del mondo europeo ed un progressivo impoverimento della mezzaluna fertile.
  • la mancanza di despoti assoluti (se non per brevissimi periodi) che ha impedito il cristallizzarsi di determinate idee con chiusure a fatti nuovi. Pensiamo ad esempio in europa a Colombo che ha ricevuto il rifiuto ad allestirgli le navi per la “navigazione in india” dalla Francia, dal Portogallo, fino ad avere una risposta positiva dalla corte spagnola. In Cina, d'altronde, esempio di despotismo assoluto, nei primi anni del XV secolo, fu bloccata l’armamento di una flotta formidabile (la cina di allora era molto avanti dal punto di vista tecnologico, avevano inventato la polvere da sparo, la ghisa, la bussola, ed erano in grado di costruire navi lunghe 120 metri e con 28.000 uomini), per una lotta di potere interna alla corte.
  • L’Europa è notoriamente frammentata, catene montuose la dividono continuamente, non esistono grandi fiumi che la uniscano (fatta eccezione dal Danubio che però unifica un territorio diviso al massimo grado dalle catene montuose) e ciò ha probabilmente favorito la nascita di tantissimi staterelli, in lotta fra di loro. Ciò ha comportato un continuo ricambio di idee ed ha impedito una cristallizzazione delle idee: (pensiamo invece ad asempio alla cina unita e cristallizzata, dai grandi fiumi che la attraversano.
  • la tradizione critica di derivazione giudeo-greco-cristiana.

Le cause prossime del primato europeo sono:

  • la nascita di una classe mercantile,
  • il capitalismo
  • il concetto di protezione dell’ingegno tramite brevetto

[modifica] Ruolo delle malattie

E’ importante anche considerare il ruolo delle malattie. Facciamo alcuni esempi:

  • tra il 1346 ed il 1352 la peste bubbonica spazzò via circa un qurto della popolazione europea. (arrivando a sterminae il 70 % degli abitanti di alcune città),
  • verso la fine della prima guerra mondiale la spagnola uccise 21 milioni di persone,
  • nel 1520 quando Cortes ritornò in messico gli portò anche il vaiolo. Nel 1618 dei 20 milioni di aztechi ne rimaneva solo un milione e mezzo,
  • pare che ai tempi di Colombo gli indiani nativi nordamericani fossero circa 20 milioni. Due secoli dopo il 95% percento della popolazione era distrutto. I killer più spietati furono vaiolo, morbillo, influenza, tifo… a cui questi popoli non erano mai stati esposti,
  • Tra il 1492 ed il 1532 praticamente tutti gli abitanti di Haiti furono uccisi da una epidemia di vaiolo e morbillo,
  • In pochi anni, alla fine del xix secolo un quarto della pollazione delle isole Fiji furono uccisi dal morbillo.

I dati illustrati sono chari: le malattie negli ultimi 500 anni hanno giocato per lo più a favore deli abitanti europei (ed hanno avuto un peso fondamentale nel consolidare i primi successi militari). Infatti le principali malattie epidemiche sono dovute al passaggio dall’animale all’uomo dell’agente infettivo. Ovviamente l’agricoltura-pastorizia facilitava la massimo ciò. Consideriamo i seguenti dati:

malattia animali portatori del patogeno
morbillo buoi
tubercolosi buoi
vaiolo buoi
influenza maiali ed anatre
pertosse maiali ed anatre
malaria uccelli

Quindi gli euro-asiatici, che svilupparono alla fine della glaciazione l’agricoltura-pastorizia, vennero a contatto presto con questi patogeni. In conseguenza dei trasporti, comercio e colonizzazione, (impero romano, Alessandro Magno, persiani etc..) i germi furono trasportati in oriente ed in nordafrica. Nel nuovo mondo invece gli animali domestici (per lo più tacchini e lama) erano pochi, non vivevano ne’ in grandi assembramenti né in intimità con l’uomo, per cui il passaggio opposto dal nuovo mondo al vecchio si restrinse alla epidemia di sifilide del 1500-1600.


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