Philip Henry Wicksteed (25 ottobre 1844 – 18 marzo 1927) è stato un economista, storico e critico letterario inglese.
Come economista, era legato alle teorie della scuola austriaca. È anche conosciuto come importante unitariano (suo padre era un sacerdote unitariano), classicista, storico medievalista e critico letterario.
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Wicksteed ha studiato all'University College di Londra e al Manchester New College. Nel 1867 ottenne il suo master con medaglia d'oro. Nello stesso anno seguì il padre nel ministero unitariano.
I suoi scritti teologici ed etici continuarono anche dopo che lasciò il suo ruolo di predicatore (1897). In quegli anni dimostrò anche la sua grande passione per lo studio del medioevo e per il grande poeta di quell'epoca, Dante Alighieri. Successivamente il suo interesse si diresse sull'economia (fu inizialmente influenzato da Progress and Poverty di Henry George (1879). Lo stesso Joseph Schumpeter, parlando di Wicksteed, sottolineava come l'inglese "rappresentasse un qualcosa fuori dalla professione dell'economista".
Negli anni a seguire Wicksteed pubblicò diverse opere economiche, a partire da quelle che trattavano la teoria dell'utilità marginale di William Stanley Jevons. Queste pubblicazioni divennero importanti letture economiche all'Università di Londra.
Nel 1894 Wicksteed pubblicò una delle sue opere più importanti, An Essay on the Co-ordination of the Laws of Distribution, nella quale, attraverso strumenti matematici, cerca di dimostrare l'inefficienza del sistema redistributivo. Nel 1910 esce la pubblicazione che riassume tutto il sistema economico di Wicksteed, The Common Sense of Political Economy, opera nella quale troviamo tantissime affinità con la moderna scuola austriaca.
Altri importanti elementi "austriaci" di Wicksteed si possono trovare nel saggio scritto nel 1913 (pubblicato nel marzo 1914) per la British Association, The Scope and Method of Political Economy in the light of the Marginal Theory of Value and Distribution.