| « Una delle cose che preferisco nel raccontare storie come faccio io, è dare forti emozioni: lasciare che il pubblico si rilassi, si diverta e poi all'improvviso... boom! voglio trasportarli improvvisamente in un altro film » | |
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(Quentin Tarantino in un'intervista sul film[1])
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Pulp Fiction è un film statunitense del 1994, diretto da Quentin Tarantino, con John Travolta, Uma Thurman, Samuel L. Jackson, Harvey Keitel, Bruce Willis, Christopher Walken, Ving Rhames, Tim Roth e Amanda Plummer.
La pellicola rilanciò John Travolta, ormai in ombra da anni,[2] e consacrò la giovane e già quotata Uma Thurman.[3] Le interpretazioni di entrambi meritarono una nomination all'Oscar rispettivamente per miglior attore protagonista e miglior attrice non protagonista. Anche Samuel L. Jackson ricevette la nomination come miglior attore non protagonista.
Inoltre, il film si aggiudicò la Palma d'Oro al festival di Cannes del 1994 e permise a Quentin Tarantino e Roger Avary di ottenere il premio per la miglior sceneggiatura originale agli Oscar del 1995, su ben 7 nomination, tra cui oltre a quelle già citate, quelle a miglior film, miglior regista e miglior montaggio.
Uscito il 14 ottobre 1994 negli Stati Uniti, arrivò nelle sale italiane il 16 dicembre dello stesso anno.[4]
A causa del contenuto violento, il film venne vietato in Italia ai minori di 18 anni, ma dal 1997 il divieto rimase solo per i minori di 14 anni.[5]
Il film è l'ultimo capitolo della cosiddetta "trilogia pulp" di Quentin Tarantino, preceduto da Una vita al massimo e Le Iene.
Indice |
All'Hawthorne Grill, una piccola caffetteria nella periferia di Los Angeles, i due rapinatori Zucchino (Tim Roth) e Coniglietta (Amanda Plummer) stanno architettando il loro prossimo colpo, sino a quando non decidono di rapinare proprio il ristorante nel quale si trovano.
Vincent Vega (John Travolta) e Jules Winnfield (Samuel L. Jackson) sfrecciano di prima mattina per le strade di Los Angeles, diretti verso l'appartamento nel quale dovrebbero trovarsi gli uomini che hanno sottratto a Marsellus Wallace (Ving Rhames), il loro capo, una valigetta dal contenuto misterioso. I due killer, entrati nell'appartamento, recuperano la valigetta e uccidono due dei tre uomini presenti. Quando tutto sembra sistemato, a sorpresa esce dal bagno un quarto uomo che scarica su di loro un intero caricatore di un revolver. I due sicari, nemmeno scalfiti dalle copiose pallottole, uccidono il quarto uomo e poi portano via Marvin - l'unico rimasto in vita - verso il privé di Marsellus.
In auto, mentre Jules tenta di spiegarsi come mai siano riusciti a restare illesi dopo la sparatoria e grida al miracolo divino, Vincent, cercando di fargli cambiare idea, si volta verso Marvin ponendogli una domanda, e involontariamente gli spara un colpo di pistola in piena faccia. I due killer si ritrovano in un bagno di sangue. Urge togliere l'auto dalla strada, per evitare che i poliziotti possano notarla e fermarli. Un rifugio sicuro è la casa di un amico di Jules, l'estroso Jimmie Dimmick (Quentin Tarantino), che abita a Toluka Lake.
Più che rimanere orripilato dal cadavere sfigurato che i due hanno con sé, Jimmie si preoccupa della conseguenza che potrebbe avere questo su sua moglie, che di lì a poco tornerà dopo un faticoso turno notturno in ospedale. Jules, allora, assicura a Jimmie che tutti i problemi saranno risolti prima che sua moglie rientri. Per riparare al disastro, Jules chiama il suo capo, Marsellus, che gli procura l'aiuto desiderato mandando sul luogo il cinico e misterioso signor Wolf (Harvey Keitel).
Grazie agli efficienti metodi del signor Wolf, l'auto viene ripulita e i due killer si ritrovano lindi dopo soli trenta minuti. Così, evitato il peggio, portano a rottamare l'auto da "mostro Joe". Svolto il suo compito, Wolf si allontana con la figlia del rottamatore, sua amica, lasciando Jules e Vincent a piedi, con la valigetta.
Desiderosi di fare colazione, i killer raggiungono l'Hawthorne Grill. Qui, Jules esprime all'amico la ferma intenzione di abbandonare il suo mestiere in seguito al presunto miracolo al quale ha assistito.
Poco dopo ha inizio la rapina di Zucchino e Coniglietta, nella quale vengono irrimediabilmente coinvolti Jules e Vincent. I rapinatori dettano le loro condizioni: consegnare tutti i beni in un'unica sacca che hanno con sé. Ciò implicherebbe la perdita della valigetta che i due devono riportare a Marsellus. Per evitare un'inutile strage, Jules fa prendere a Zucchino il proprio portafogli ma gli ordina di lasciare la valigetta. I due rapinatori, terrorizzati da Jules, escono illesi dal locale e i killer riescono finalmente a portare a termine il proprio compito.
Jules e Vincent raggiungono il privé di Marsellus, dove quest'ultimo sta corrompendo un pugile, ordinandogli di perdere l'incontro che terrà a breve. Quando termina la conversazione, egli chiama a sé Vincent, ricordandogli che quella sera dovrà portare fuori sua moglie Mia (Uma Thurman). Prima di recarsi a casa di Mia, Vincent passa da un suo amico spacciatore, Lance (Eric Stoltz), dal quale compra una dose di eroina. Vincent - stordito dalla droga che ha appena assunto - si reca a casa di Mia, una donna annoiata, cocainomane, molto attraente e maliziosa.
Su consiglio di Mia, la coppia va a mangiare al Jack Rabbit Slim's, un locale a tema anni cinquanta nel centro città. All'interno del ristorante, la coppia inizia a conoscersi meglio, dando il via a discorsi che spaziano da argomenti banali a temi quasi filosofici. Dopo aver cenato, i due vengono ingaggiati in una gara di twist sulle note di You Never Can Tell di Chuck Berry.
Tornati felicemente a casa, i due sono quasi sul punto di avere un rapporto sessuale, ma Vincent, ricordandosi che si tratta della moglie del "gran capo", preferisce fare una sosta in bagno per calmarsi e riflettere, imponendosi di evitare un coinvolgimento che risulterebbe molto pericoloso. Rimasta sola, Mia si porta alle labbra una sigaretta e, cercando l'accendino, trova nella giacca di Vincent una dose di eroina. Ritenendo sia cocaina, Mia la sniffa, e per l'errore finisce in overdose. Vincent è confuso e decide di portare Mia a casa di Lance, dove i due riescono a farle un'iniezione di adrenalina al cuore, grazie alla quale la donna si salva appena in tempo.
Finalmente, terminata l'odissea, Vincent accompagna Mia a casa, dove i due giurano reciprocamente di non far mai menzione con Marsellus della terribile avventura vissuta.
Butch Coolidge (Bruce Willis) è un pugile al quale Marsellus Wallace ha ordinato di perdere, dietro il compenso di un'ingente somma di denaro. Butch acconsente, ma poi decide di fare il doppio gioco scommettendo a proprio favore e battendo il proprio rivale, Floyd Wilson, che nell'incontro perde addirittura la vita. Fugge in taxi con Esmeralda Villalobos (Angela Jones) sino al motel dove lo attende Fabienne (Maria de Medeiros), la sua fidanzata.
La mattina seguente Butch e Fabienne stanno per partire, secondo i piani, per andare a vivere nella cittadina natía di Butch, Knoxville in Tennessee. Scoprono però che nel fare i bagagli Fabienne ha dimenticato di prendere l'orologio d'oro che Butch aveva ricevuto da suo padre, e che apparteneva alla sua famiglia da generazioni. Butch non può rinunciare all'orologio. Pur sapendo che gli uomini di Marsellus saranno sicuramente sulle sue tracce per vendicare lo sgarro fatto al loro capo, decide di tornare nel proprio appartamento per recuperare la preziosa reliquia.
L'appartamento appare deserto, e Butch, recuperato l'orologio, si concede una breve colazione. Ad un tratto però nota sul piano di lavoro della cucina una mitraglietta con silenziatore e la impugna perplesso. Inoltre, pochi istanti dopo sente azionarsi lo scarico della toilette: è Vincent Vega. I due si ritrovano uno di fronte all'altro e rimangono entrambi attoniti fino a quando Butch, spaventatosi per un rumore improvviso (lo scatto del tostapane), crivella di colpi il killer.
Mentre sta per ritornare da Fabienne, a un semaforo, Butch s'imbatte proprio in Marsellus. Lo investe e causa un incidente, che lo lascia tramortito. Rimessisi faticosamente in piedi tutti e due, Marsellus inizia a sparare contro Butch e lo insegue fino a quando non finiscono in un negozio di pegni gestito da un certo Maynard (Duane Whitaker). L'uomo stordisce Butch e Marsellus e chiama un suo amico, Zed (Peter Greene), un poliziotto-criminale che giunge al negozio in divisa.
Maynard e Zed, che sono sadici stupratori, violentano Marsellus e lasciano Butch, legato, nelle mani del loro schiavo detto "lo storpio" (Stephen Hibbert). Butch si libera e fa svenire lo storpio con un pugno; a un passo dalla libertà, decide di armarsi con una katana, che trova nel negozio, tornare indietro ed uccidere i due stupratori. Così, rientrato nel seminterrato, uccide Maynard. Sul punto di uccidere anche Zed con un colpo di katana, Butch viene fermato da Marsellus che, usando un fucile a pompa, fa saltar via il pene di Zed. Non soddisfatto, Marsellus promette a Zed che le vere torture devono ancora cominciare. Per quanto riguarda la violenza subita, Marsellus fa giurare a Butch di non farne mai menzione in giro e, inoltre, riconoscente per il gesto appena compiuto, considera chiuso il conto aperto che li aveva portati, poco prima, a cercarsi di uccidere a vicenda, a patto che Butch lasci la città il giorno stesso.
Riallacciandosi allo schema già sperimentato con Le Iene, la trama di Pulp Fiction non segue un ordine cronologico, ma si snoda in tre episodi che vengono intrecciati tra loro in maniera da costruire una sorta di percorso circolare che parte e arriva nel momento della colazione all'Hawthorne Grill. Si possono, in maniera schematica, distinguere i seguenti due ordini:
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Ordine non-cronologico (film)
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Ordine cronologico
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Visto il successo della pellicola, nel 1996 uscì per il mercato home video, in VHS, una Special Collector's Edition:[6] questa edizione include un footage finale di 11 minuti aggiuntivi in cui il regista Quentin Tarantino presenta due scene inedite, non incluse nel montaggio cinematografico originale.[6] Le due scene sono le seguenti:
La versione canadese del DVD include le due scene inedite già menzionate, ed uno speciale - presentato dal regista - in cui sono visionabili altre scene non presenti nel montaggio finale.[6] Le aggiunte sono le seguenti:
Molte reti televisive hanno eliminato (o coperto con un "bleep") molte delle parole gergali presenti nei dialoghi.[6] Inoltre, in molti casi, hanno eliminato la scena in cui Travolta spara in faccia a Marvin, rimpiazzandola con uno schermo nero e la frase di Travolta «Ho preso in piena faccia Marvin!».[6]
La pellicola è stata comunque censurata in tantissimi Paesi. Per esempio, in Inghilterra, nonostante non sia stata tagliata per l'edizione cinematografica, la versione in VHS manca della parte in cui l'ago della siringa penetra il braccio di John Travolta.[6] Questa versione, mancante dell'iniezione di eroina, è quella che è stata trasmessa dalla BBC.[6] In Italia, la versione DVD manca di parte dello stupro di Marsellus.[6]
Negli Stati Uniti invece la versione televisiva ha subito le seguenti alterazioni:
Negli Emirati Arabi, il montaggio originale del film è stato totalmente stravolto: il film è stato infatti ri-montato in maniera tale che ogni storia fosse raccontata senza tagli. Il film termina con la scena in cui Butch e Fabienne lasciano Los Angeles.[6]
Dopo l'uscita di Le Iene, Quentin Tarantino decise di ritirarsi per breve tempo dal mondo del cinema.[7] Durante questo periodo, egli maturò una nuova sceneggiatura, che doveva partire come un cortometraggio sul mondo del crimine, al quale si sarebbero poi aggiunti altri due episodi: l'intenzione iniziale era quella di creare un'antologia di corti sul mondo del crimine.[7] Per creare qualcosa di assolutamente originale ed innovativo, Tarantino decise di partire da situazioni classiche:[7] un pugile che deve perdere un incontro truccato ma lo vince e lo scagnozzo del boss che deve portare a cena la moglie del boss senza "toccarla";[7] da qui si doveva generare una serie di errori che avrebbe condotto a situazioni estreme.[7]
Come aveva già fatto con Le Iene, il regista applicò alla storia la cronologia frammentata, uno dei suoi cosiddetti "marchi di fabbrica". Nella sceneggiatura, il regista decise di inserire svariati riferimenti al cinema d'exploitation degli anni settanta e ottanta, asserendo - sulla falsariga dello scrittore Stephen King - che «prima di apprezzare il latte, dovrai bere un sacco di latte rancido».[7] Egli sosteneva in pratica, che dopo essersi nutrito di B-movies e noir anni trenta (il "latte rancido") per tutta la sua adolescenza, era logico che avrebbe creato qualcosa di molto migliore (il "latte").
Per scrivere la sceneggiatura del film, Tarantino si recò ad Amsterdam, in Olanda, dove scrisse i dialoghi iniziali tra Jules e Vincent e si informò sulla cultura olandese ed europea in generale.[8] Dopo aver iniziato a caratterizzare i personaggi, Tarantino iniziò a pensare che la maniera migliore per descrivere il mondo del crimine, evitando di creare un'antologia, era quella di ispirarsi alla struttura del pulp magazine Black Mask (che infatti era il titolo di lavorazione della pellicola)[5].
Scrisse appositamente il ruolo del signor Wolf per Harvey Keitel, quello di Jules per Samuel L. Jackson e quello di Lance per Eric Stoltz.[8] Anche i personaggi di Zucchino e Coniglietta vennero scritti appositamente per Tim Roth e Amanda Plummer.
Dalla sceneggiatura originale alla pellicola vennero apportati molti cambiamenti: ad esempio, secondo il copione originale, durante il mexican standoff all'Hawthorne Grill, Jules doveva sparare tre colpi a Ringo e due a Yolanda, mentre un sesto andava a colpire un cliente all'interno del locale; a questo punto Jules riapriva gli occhi, facendo capire che tutto era stato immaginato. Continuando, secondo le prime stesure, Vincent doveva sparare tre colpi a Marvin: due in faccia ed uno - per non farlo soffrire - in gola, ma alla fine Tarantino optò per un unico colpo perché faceva apparire più divertente la situazione.[9]
Insieme all'amico Roger Avary, Tarantino si aggiudicò l'Oscar per la miglior sceneggiatura originale.
Degli 8 milioni di dollari messi a disposizione dalla Miramax in fase di pre-produzione, 5 servirono per il cast stellare del film. La pellicola è nota per aver ridato linfa alla carriera di John Travolta,[2] per l'aiuto che diede alla figura di Samuel L. Jackson (che dopo questa interpretazione inanellò una serie di scritture importanti come protagonista) e a quella di Uma Thurman.[3]
Molto diverso era il cast scelto prima delle riprese, che vedeva Daniel Day-Lewis o Michael Madsen nel ruolo di Vincent Vega, Paul Calderon in quello di Jules, Mickey Rourke e Matt Dillon come candidati per il ruolo di Butch, David Rodriguez nel ruolo dello storpio; in questo assetto iniziale, Michelle Pfeiffer, Meg Ryan, Joan Cusack, Isabella Rossellini e Daryl Hannah erano state considerate per il ruolo di Mia, mentre Johnny Depp e Christian Slater erano in ballottaggio per quello di Zucchino. Pam Grier, una delle attrici preferite dal regista, doveva avere il ruolo della moglie di Lance, Jody. Tarantino disse anche che inizialmente voleva che Kurt Cobain e Courtney Love recitassero nei ruoli rispettivamente di Lance e Jody.[10]
Per puro caso, al posto di Michael Madsen, subentrò John Travolta nel ruolo di Vincent Vega: Madsen aveva scelto di interpretare Virgil Earp nel nuovo film di Kevin Costner, Wyatt Earp. Pagato solo 140.000 dollari, Travolta riuscì a trarre beneficio dal film grazie al successo che gli procurò. In pochi mesi, ricevette la sua seconda nomination all'Oscar e venne richiesto da registi come Barry Sonnenfeld e John Woo, che lo vollero rispettivamente per Get Shorty e Face/Off - Due facce di un assassino.[11]
Dopo aver provinato e scartato Paul Calderon per il ruolo di Jules, Tarantino riscrisse la parte per Samuel L. Jackson, che era stato inizialmente scelto nel cast di Le Iene nel ruolo di Mr. Orange[12] ed aveva apprezzato molto l'opera prima di Tarantino.[13] Dopo il primo provino, Jackson rischiò di perdere la parte, ma un tempestivo intervento di Paul Calderon, amico dell'attore, riuscì a convincere Tarantino a dare una seconda chance a Jackson.[12] L'attore convinse il regista e partecipò alla pellicola, che gli fruttò una nomination all'Oscar come miglior attore non protagonista.[12]
Tarantino esitò circa chi far recitare nel ruolo di Butch Coolidge: indeciso tra Sylvester Stallone, Matt Dillon, Mickey Rourke[10] e Bruce Willis, optò alla fine per quest'ultimo. Nella sceneggiatura originale, Butch è un pugile sulla ventina d'anni, ma per adeguare la storia al fisico dell'attore, il personaggio venne trasformato in un pugile ormai alla fine della sua carriera.[9] Nelle intenzioni iniziali di Tarantino, Coolidge doveva ricordare il personaggio di Ralph Meeker in Un bacio e una pistola di Robert Aldrich, «un duro con gli amici ed un melenso romanticone con la sua donna».[13]
Dopo aver interpretato il sadico Marsellus Wallace, Ving Rhames ottenne grande notorietà.[14] Dopo Pulp Fiction, l'attore sarà presente come attore non protagonista in molti film come Mission: Impossible di Brian De Palma, Con Air di Simon West e Out of Sight di Steven Soderbergh.
Per riuscire a ottenere il ruolo di Mia Wallace, Uma Thurman dovette impegnarsi parecchio, poiché erano già state chiamate Holly Hunter e Meg Ryan.[15] Dopo aver ottenuto la parte, il volto di Uma Thurman divenne per certi versi il volto di Pulp Fiction: l'attrice appariva nei manifesti del film su di un letto con una sigaretta in mano, un pulp magazine ed una pistola poggiati su di esso. Venne nominata all'Oscar come miglior attrice non protagonista grazie al ruolo della moglie annoiata e cocainomane. Tuttavia, non monetizzò questa fama acquisita, perché scelse di non partecipare a film ad alto budget per i successivi tre anni.[15]
Amanda Plummer guadagnò molta attenzione da Pulp Fiction, tanto che l'anno successivo venne chiamata ad interpretare la serial killer protagonista di Butterfly Kiss - Il bacio della farfalla di Michael Winterbottom.
Tarantino affiancò agli attori già elencati tre sue vecchie conoscenze: Tim Roth ed Harvey Keitel, che avevano già recitato per lui in Le Iene nel 1992; e Christopher Walken, che recita in una breve ma memorabile parte ed aveva già avuto un ruolo in Una vita al massimo (1993), scritto da Tarantino ma diretto da Tony Scott.
Come aveva già fatto con Le Iene, Tarantino ritagliò per sé una parte, interpretando Jimmie Dimmick, un ruolo di una certa importanza. Così, anche attraverso l'espediente di entrare a far parte del cast delle pellicole da lui stesso dirette, Tarantino segue le orme di grandi registi come Alfred Hitchcock, famoso per essere apparso in molti suoi film.[7]
Per risparmiare poi sugli oggetti di scena, vennero usate moltissimi beni appartenenti realmente agli attori: l'automobile guidata da Vincent Vega (John Travolta) nel film, una Chevrolet Chevelle del 1964 (tra l'altro rubata durante le riprese), apparteneva a Quentin Tarantino, così come il portafogli "Bad Motherfucker" di Jules Winnfield (Samuel L. Jackson) e i giochi da tavolo "Operation" e "Life" di Lance (Eric Stoltz).[16]
Scritto da Tarantino e Roger Avary, il film venne diretto solo dal primo: Avary si stava dedicando in quel periodo alla sceneggiatura e alla regia di Killing Zoe, il suo esordio alla regia.[7] Samuel L. Jackson definì il lavoro con Quentin Tarantino come «qualcosa di assolutamente straordinario», considerando il regista come «un'enciclopedia del cinema vivente».[17] Per quel che riguarda lo stile, Tarantino ammise di essersi ispirato a grandi personaggi come Hitchcock,[7] ma anche a registi di spicco del cinema noir come Don Siegel o Jean-Luc Godard.[7] In un'intervista, Tarantino ha dichiarato che secondo lui il motivo del successo di Pulp Fiction è il motivo della scoperta che coglie di sorpresa lo spettatore. Più tardi affermerà infatti che:
| « Una delle cose che preferisco nel raccontare storie come faccio io, è dare forti emozioni: lasciare che il pubblico si rilassi, si diverta e poi all'improvviso... boom! voglio trasportarli improvvisamente in un altro film[17] » |
Oltre a vestire i panni di regista e sceneggiatore, Tarantino si riservò il ruolo di Jimmie Dimmick, nonostante fosse indeciso sino all'ultimo se interpretare Jimmie o Lance: alla fine optò per Jimmie, perché preferiva trovarsi dietro la macchina da presa durante la scena dell'iniezione di adrenalina.[18] Tarantino si divertì, inoltre a "giocare" con i personaggi: se Steve Buscemi interpretava il Mr. Pink contrario alle mance ne Le Iene, stavolta per contrappasso divenne il cameriere Buddy Holly che serve Vincent (John Travolta) e Mia (Uma Thurman).[16]
Tarantino ammise che la scena più difficile da girare fu quella della siringa a casa di Lance (Eric Stoltz).[7] Questa venne infatti girata al contrario, con John Travolta che tirava fuori l'ago dal petto di Uma Thurman.[16] «Ci pensò Sally [Menke] a montarla poi al contrario» - asserì Tarantino.[7]
Le scene in cui Tarantino è davanti la macchina da presa vennero girate dall'allora esordiente Robert Rodríguez.[19]
Pulp Fiction fu accolto immediatamente in maniera positiva, sin dall'anteprima del maggio 1994 al Festival di Cannes, dove ottenne la Palma d'Oro. Ancora più entusiastica l'accoglienza del pubblico,[20] che lo elesse subito a cult. Molti critici, come Siskel ed Ebert, hanno messo al pari livello il successo che Tarantino ottenne con Pulp Fiction con quello che Orson Welles ottenne dopo la distribuzione di Quarto potere.[21]
Seppur in maniera moderata, il film venne ritenuto controverso, a causa di alcune scene violente ma anche per il razzismo.[22] Inoltre venne notato che a subire violenza nel film sono esclusivamente personaggi di colore (lo stupro al negozio di pegni, Vincent che spara a Marvin, Butch che investe Marsellus).[22]
Visto il successo della pellicola, moltissimi studi cinematografici si affrettarono a realizzare un'orda di remake non ufficiali che tentavano di duplicare la formula di dialoghi ironici e insoliti, cronologia frammentata e violenza affrontata con leggerezza.[23] Molte di queste pellicole affondarono giunte al botteghino, mentre alcune come Go - Una notte da dimenticare e Lock & Stock - Pazzi scatenati vennero ben accolte; nell'ultimo, in modo particolare, Guy Ritchie riuscì in maniera egregia a trasferire lo schema di Pulp Fiction tra i meandri della malavita organizzata di Londra.
Anche all'estero venne accolto positivamente: in Italia, la famosa scena dell'uccisione di Marvin venne parodiata nel film comico Così è la vita di Aldo, Giovanni & Giacomo: Aldo mangia un hamburger, quando, puntando inavvertitamente la pistola verso il sedile posteriore dove è seduto Giovanni fa partire erroneamente un colpo: il lunotto posteriore viene spruzzato di rosso esattamente come in Pulp Fiction, Giovanni boccheggia come fosse stato colpito ed Aldo piange. Finché Giacomo non svela che la vittima non è che una confezione di ketchup.
Dopo circa 14 anni dall'uscita nei cinema americani, Pulp Fiction continua ad essere riconosciuto come uno tra i più grandi capolavori della storia della cinematografia mondiale: nella IMDb Top 250, il film è costantemente tra i primi dieci posti della classifica.[24] Per il sito TSPDT (They Shoot Pictures, Don't They?) il film si attesta a livello di recezione critica solo al 175° posto, posizione dovuta soprattutto ai giudizi contrastanti che vari critici avevano dato all'uscita del film.[25] Nel 2000, i lettori di Total Film magazine lo hanno collocato al terzo posto nella classifica dei film più belli della storia del cinema, battuto solamente da L'impero colpisce ancora e Fight Club.[26][27]
Nonostante diversi giornalisti abbiano accusato Clint Eastwood - assegnatore della Palma d'Oro al film - di aver tenuto scarsamente in considerazione l'altra pellicola in concorso, Tre colori: Film Rosso di Krzysztof Kieślowski, e di aver invece osannato Pulp Fiction,[28] la pellicola incoronò il trentunenne Quentin Tarantino come il nuovo ragazzo prodigio del cinema americano.[29] Non era facile confermarsi dopo il grande successo de Le Iene, e l'aver fatto di nuovo centro, rafforzò il convincimento da parte di tutta la critica che questo apprezzato giovane autore fosse realmente il nome nuovo più importante di tutta la scena cinematografica mondiale.
Il critico statunitense Raymond Johnston affermò che il film non sembrava affatto il lavoro di un giovane con parecchie idee, ma più che altro l'opera di un minuzioso regista.[30] Punti che Johnston ammirò particolarmente furono l'accuratezza dei dialoghi surreali e l'occhio di un regista che mirava alla perfezione in ogni sequenza.[30] Inoltre, egli notò che nonostante il film fosse lungo 2 ore e 46 minuti, lo spettatore non avvertiva la durata a causa della fluidità del racconto.[30] James Berardinelli, invece, scrisse che è raro che un regista alle prime armi esordisca con un "cult" come Le Iene e si confermi con il suo secondo film, perché di solito la seconda pellicola vuole ripetere il successo della prima riproponendo le stesse trame e gli stessi personaggi.[31]
Ma non mancarono le critiche parzialmente negative. Pur essendoci un riconoscimento unanime sul valore tecnico della pellicola o sulla qualità della sceneggiatura, diversi ne evidenziarono dei limiti dal lato artistico. La rivista Variety lo bollò definendolo «per spettatori giovani di sesso maschile» (additando dunque la violenza grafica e le molteplici parolacce ripetute, tra cui fuck, usato 281 volte),[16] mentre in Italia Irene Bignardi, seppure divertitasi, disse di essere rimasta «perplessa di fronte agli eccessi e al vuoto di un brillantissimo metacinema».[32] Per il critico de La Repubblica, questo fu un passo indietro rispetto a Le Iene, il cui tratto innovativo fu davvero dirompente, più di quanto non lo fosse stata questa ricerca insistita di trovate ad effetto che possono allietare una prima visione ma che poi lasciano molto poco allo spettatore.[32]
Di fatto, a più di dieci anni dalla sua uscita, si può però affermare che alcuni dei tratti più caratterizzanti della pellicola, quali la struttura a storie intrecciate e cronologicamente non sequenziale, i dialoghi iper-realisti, una rappresentazione fumettistica dei personaggi ed una violenza esplicita ed eccessiva (qui tesa a suscitare ilarità a differenza di quanto non avveniva ne Le Iene), hanno forgiato un’intera generazione di cineasti e influenzato in maniera evidente l’ultimo decennio della cinematografia mondiale.[33] Se poi l'influenza del genere pulp e dello stile di Tarantino siano stati nella storia del cinema solo qualcosa di passeggero e circoscritto, è ancora presto per dirlo.
Dopo il successo ottenuto dalle action figures di Kill Bill, la NECA decise - collaborando con la GEoms - di distribuire sul mercato dei set riguardanti varie scene di Pulp Fiction.[34] I set erano chiamati "The Clean-Up", che rappresentava la scena dell'arrivo di Wolf, "The Gimp", che rappresentava la scena della tortura e "Overdose", rappresentante la scena dell'overdose di Mia.[34]
Dal 2006, BMFWallets.com ha iniziato a distribuire sul mercato delle perfette copie del portafoglio di Jules Winnfield[35] sul quale è inciso "Bad Motherfucker": esistono 3 varianti del portafoglio, una che lo riproduce fedelmente, una in marrone con la scritta impressa e una in nero con la scritta impressa. Sempre nello stesso anno, su iniziativa di movie-stuff.uk, è stato messo in vendita il portachiavi usato da Zed (Peter Greene) nel film.[36]
Dal 20 maggio 1998 è in vendita il DVD di Pulp Fiction, mentre già nel settembre 1995 era in vendita la VHS della pellicola.[37]
Nel dicembre 1994, la sceneggiatura del film è divenuta un libro edito dalla Miramax Books.[37]
La colonna sonora del film comprende brani di diverso genere: si spazia dalla musica surf al rock al funk e al blues: spiccano svariati artisti come i Kool & the Gang, Dick Dale e Al Green. Altra particolarità della colonna sonora è la presenza di alcuni dialoghi estratti dal film che si intercalano più volte tra un brano ed un altro.
Secondo Stephen Erlewine, la colonna sonora del film riesce a ricreare la violenza, l'humor, lo stile ed il non-sense del film in maniera brillante,[38] concentrandosi sulla musica surf e aggiungendo alcuni classici del rock and roll statunitense e altri del blues, come "Let's Stay Together" di Al Green e "You Never Can Tell" di Chuck Berry.[38]
Nel 2002 venne realizzata una versione da collezione della colonna sonora del film, contenente le sedici tracce originali rimasterizzate digitalmente e altre cinque tracce "bonus". Il secondo disco conteneva l'intervista "Stranger than fiction!" con il regista Quentin Tarantino.
| Per approfondire, vedi la voce Mistero della valigetta. |
Nonostante Quentin Tarantino abbia più volte asserito che si tratta unicamente di un hitchcockiano "McGuffin", molti fan della pellicola hanno elaborato diverse teorie secondo cui la valigetta potrebbe contenere l'anima di Marsellus Wallace (Ving Rhames), i diamanti della rapina di Le Iene, una pistola dorata, il vestito dorato di Elvis, un premio Oscar, l'orecchio tagliato a Marvin Nash in Le Iene o essere solamente una citazione a film passati come Un bacio e una pistola, Johnny Oro o Repo Man, il recuperatore.[39]
Il match a cui partecipa Butch Coolidge (Bruce Willis) e al quale lo spettatore non assiste potrebbe essere un riferimento al libro Piombo e sangue di Dashiell Hammett, considerato un "pulp magazine": molti di questi racconti del ventesimo secolo servirono a Tarantino come ispirazione.
Sembra che tutti gli episodi in Pulp Fiction cambino drasticamente a causa delle toilette:
Nella scena finale all'Hawthorne Grill, Jules spiega a Zucchino che ogni volta che uccide una persona, egli recita un passaggio dalla Bibbia — Libro di Ezechiele 25, 17. Il versetto è il seguente:
| « Ezechiele, 25:17. Il cammino dell'uomo timorato è minacciato da ogni parte dalle iniquità degli esseri egoisti e dalla tirannia degli uomini malvagi. Benedetto sia colui che nel nome della carità e della buona volontà, conduce i deboli attraverso la valle delle tenebre, perché egli è in verità il pastore di suo fratello e il ricercatore dei figli smarriti. E la mia giustizia calerà sopra di loro con grandissima vendetta e furiosissimo sdegno su coloro che si proveranno ad ammorbare, e infine a distruggere i miei fratelli. E tu saprai che il mio nome è quello del Signore, quando farò calare la mia vendetta sopra di te! » |
In realtà, nella Bibbia questo passaggio non esiste, perciò si pensa che quello del film sia solamente un omaggio al film di kung fu Karate Kiba, con Sonny Chiba: nella pellicola in questione, il protagonista recita questo passo quando sta per uccidere una persona.
Da notare poi come le persone chiamate Marvin muoiano sempre nei film di Tarantino: in Le Iene, il poliziotto 'Marvin' Nash (Kirk Baltz) viene prima torturato da Mr. Blonde (Michael Madsen) e poi ucciso da Eddie il Bello (Chris Penn); in Pulp Fiction, lo sventurato 'Marvin' è la vittima del colpo partito per errore di Vincent Vega (John Travolta).[16]
Girato nei primi anni novanta, Pulp Fiction contiene elementi da tutti i decenni del ventesimo secolo ed è perciò difficoltoso stabilire in quale periodo sia ambientato:
Dal momento che l'insegna "Wilson vs. Coolidge" rivela che l'incontro ha luogo giovedì 16 luglio, probabilmente il collocamento temporale più logico è quello del luglio 1992 (gli altri due anni temporalmente vicini in cui il 16 luglio cadeva di giovedì erano il 1987 ed il 1998). Il 1992 tra l'altro sembra combaciare con l'età di Butch, che nei primi anni settanta era un bambino.