| Salerno | |||||||||
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| Stato: | |||||||||
| Regione: | |||||||||
| Provincia: | |||||||||
| Coordinate: | Coordinate: | ||||||||
| Altitudine: | 4 m s.l.m. | ||||||||
| Superficie: | 58,96 km² | ||||||||
| Abitanti: |
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| Densità: | 2384,33 ab./km² | ||||||||
| Frazioni: | Brignano, Fuorni, Giovi, Matierno, Ogliara, Pastorano, Rufoli, Sant'Angelo, Sordina | ||||||||
| Comuni contigui: | Baronissi, Castiglione del Genovesi, Cava de' Tirreni, Giffoni Valle Piana, Pellezzano, Pontecagnano Faiano, San Cipriano Picentino, San Mango Piemonte, Vietri sul Mare | ||||||||
| CAP: | 84100, 84121-84135 | ||||||||
| Pref. telefonico: | 089 | ||||||||
| Codice ISTAT: | 065116 | ||||||||
| Codice catasto: | H703 | ||||||||
| Nome abitanti: | salernitani | ||||||||
| Santo patrono: | San Matteo | ||||||||
| Giorno festivo: | 21 settembre | ||||||||
| Sito istituzionale | |||||||||
| « Salerno, rima d’inverno, o dolcissimo inverno. Salerno, rima d’eterno. » |
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(Alfonso Gatto, "Salerno, rima d’inverno")
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Salerno (Salierno [sa'ljernə] in dialetto salernitano) è un comune di 140.580 abitanti, capoluogo dell'omonima provincia. È la seconda città della Campania per popolazione.
È conosciuta per la sua Scuola Medica Salernitana, che fu la prima e più importante istituzione medica d'Europa all'inizio del Medioevo (IX secolo) e come tale considerata da molti un'antesignana delle moderne università.[1][2][3]
La città sorge sull'omonimo golfo del mar Tirreno, tra la costiera Amalfitana (a ovest) e la piana del Sele (a sud), nel punto in cui la valle dell'Irno si apre verso il mare.
Dal punto di vista orografico il territorio comunale è molto variegato, si va dal livello del mare fino ad arrivare ai 953 metri del monte Stella. L'abitato si sviluppa lungo la costa e si estende verso l'interno fino alle colline retrostanti.
La città è attraversata dal fiume Irno, che fino alla metà del secolo scorso ne segnava il confine orientale e da cui, probabilmente, deriva il suo nome.[4]
| Per approfondire, vedi le voci Stazione meteorologica di Salerno Centro e Stazione meteorologica di Salerno Pontecagnano Faiano. |
Il clima è tipicamente mediterraneo, con inverni miti ed estati moderatamente calde e con piogge molto scarse.
La conformazione orografica del territorio fa si che la città sia spesso interessata dai venti. Le correnti provenienti da sud sud-ovest si scontrano con la barriera naturale dei monti Lattari che le convoglia nella valle dell'Irno; viceversa le correnti provenienti da nord si incanalano nella valle dell'Irno che funge da imbuto facendo convergere i venti sulla città. Il primo fenomeno genera venti di una certa intensità, soprattutto nel periodo tra estate e autunno; il secondo fenomeno è frequente durante l'inverno in coincidenza con le irruzioni d'aria provienenti dai Balcani.[5]
Nella seguente tabella sono riportate le medie delle temperature su dati climatici di Salerno Centro e delle precipitazioni su dati climatici di Salerno Aeroporto.
| SALERNO | Mesi | Stagioni | Anno | ||||||||||||||
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| Gen | Feb | Mar | Apr | Mag | Giu | Lug | Ago | Set | Ott | Nov | Dic | Inv | Pri | Est | Aut | ||
| Temp. max. media (°C) | 13.6 | 14.4 | 17.3 | 20.4 | 24.6 | 28.7 | 31.6 | 31.7 | 28.5 | 24.1 | 18.8 | 15.3 | 14.4 | 20.8 | 30.7 | 23.8 | 22.4 |
| Temp. min. media (°C) | 7.3 | 7.6 | 9.2 | 12.0 | 15.3 | 18.9 | 21.1 | 21.2 | 19.0 | 15.9 | 11.7 | 9.3 | 8.1 | 12.2 | 20.4 | 15.5 | 14 |
| Piogge (mm) | 151.5 | 112.3 | 91.1 | 80.7 | 51.9 | 38.2 | 28.6 | 34.8 | 84.3 | 127.2 | 151.9 | 155.0 | 418.8 | 223.7 | 101.6 | 363.4 | 1107.5 |
| Per approfondire, vedi la voce Storia di Salerno. |
Il primo insediamento documentato sul territorio di Salerno risale al VI secolo a.C., si tratta di un centro osco-estrusco che sorgeva sul fiume Irno poco lontano dalla costa in un punto strategico per le vie di comunicazione dell'epoca. Nel V secolo a.C., con la ritirata degli etruschi dall'italia meridionale, lo stesso insediamento venne occupato dai sanniti.
Nel 197 a.C. viene fondata sulla costa la colonia romana di Salernum. La città si espanse e durante l'impero di Diocleziano divenne il centro amministrativo della provincia della Lucania e del Bruzio.
Nel 646 Salerno cadde in mano longobarda e divenne parte del ducato di Benevento. Nel 774 il principe Arechi II vi trasferì la corte e nel 839 il principato di Salerno divenne autonomo da Benevento acquisendo i territori del Principato di Capua, la Calabria e la Puglia fino a Taranto.
La realtà della città era caratterizzata da un ambiente multiculturale; il principato era difatti uno stato cuscinetto tra il papato e l'impero, da una parte, e l'oriente bizantino e il mondo islamico dall'altra. Questo quadro politico contribuiva tuttavia anche ad una certa instabilità.
Dal punto di vista commerciale, anche per tramite della vicinissima e potente Amalfi, la città era collegata alle più remote coste del mediterraneo.
In questo contesto sorse intorno al IX secolo la Scuola Medica Salernitana che la tradizione vuole fondata da quattro maestri: un arabo, un ebreo, un latino ed un greco. La scuola fu la prima istituzione per l'insegnamento della medicina nel mondo occidentale e godè di enorme prestigio per tutto il medioevo. La città era una meta obbligata per chi volesse apprendere l'arte medica o farsi curare dai suoi celebri dottori. Questa fama valse a Salerno il titolo di Hippocratica civitas, titolo di cui ancora la città si fregia nel suo stemma.
Tra il X e il XII secolo la città visse il periodo più florido della sua storia, OPULENTA SALERNUM fu la dizione coniata sulle monete per testimoniarne lo splendore.
Nel 1076 Roberto il Guiscardo conquistò Salerno che divenne capitale dei domini normanni ovvero del ducato di Puglia e Calabria, (titolo appartenuto in precedenza a Melfi) che comprendeva tutta l'italia meridionale. In questo periodo fu fatto costruire il duomo in stile arabo-normanno.
Nel 1127 la capitale del regno passò a Palermo ma Salerno rimase una delle città più importanti del Regno di Sicilia. Con l'avvento degli svevi, ed in seguito degli angioini e degli aragonesi, la città cominciò a perdere di importanza anche a causa della crescita di importanza della vicina Napoli.
Nel settembre del 1943, durante la seconda guerra mondiale, la città fu teatro del cosiddetto sbarco di Salerno ovvero dell'operazione Avalanche: con questa operazione gli alleati accedevano alla costa tirrenica della penisola italiana ed aprivano la strada per avanzare verso Roma.
Nel periodo che seguì lo sbarco la città ospitò i primi governi dell'Italia post-fascista e la famiglia reale divenendo di fatto capitale d'Italia fino alla liberazione di Roma (metà agosto 1944).
Abitanti censiti 
Dopo la seconda guerra mondiale, nel 1944, Salerno aveva uno sviluppo urbanistico limitato ad 80.000 abitanti: la città era compresa tra l'area del suo vecchio porto e la foce del fiume Irno ed era corollata dai numerosi borghi collinari delle zone di Fratte, Ogliara e Giovi. Alla fine del periodo del boom economico, nel 1970, il capoluogo contava quasi 160.000 abitanti: in pratica aveva raddoppiato la sua popolazione.
Vista la conformazione del territorio, principalmente collinare, questo sviluppo così repentino non poteva non segnare definitivamente la connotazione dei luoghi: da piccolo ed ameno centro costiero Salerno diventava una tipica città del boom economico in versione obliqua. L'esiguità degli spazi disponibili per edificare, la mancanza di un piano regolatore serio e le speculazioni edilizie fecero il resto: i pochi spazi fruibili furono letteralmente tappezzati da palazzi dai 6 agli 8 piani senza nessuna pianificazione degli schemi viari. Sorsero in questo modo i quartieri del Carmine (a nord verso la valle dell'Irno) e di Torrione, Pastena e Mercatello (a sud-est verso la piana del Sele).
A partire dalla fine degli anni ' 80 si è cercato di dare un'identità urbanistica all'anarchia architettonica che connotava la città. Con questo intento si diede l'incarico al catalano Oriol Bohigas di redigere un nuovo piano regolatore.
Dopo un lunghissimo iter burocratico ed infinite discussioni, il nuovo piano fu consegnato nel 2003 ed approvato nel 2006, fondamentalmente esso si basa su due punti: il recupero del rapporto tra la città e il mare e la dicotomia tra città "compatta" e città "estesa".
Nell'ottica del nuovo piano regolatore il mare è la principale risorsa della città nonché il cardine su cui ruota la sua identità. Sotto questo aspetto si intende rendere più stretto il rapporto tra l'abitato e la costa liberando la visuale da vecchi manufatti inutilizzati e arricchendo il litorale con nuovi approdi turistici, nuove piazze e nuove strutture ricettive.
Con la crescita della città è diventato più problematico il rapporto tra il centro ("città compatta") e le frazioni. In particolare viene ridiscusso il ruolo di queste ultime (una volta erano dei borghi collinari legati ad attività agricole o industriali) e viene riprogettato tutto il sistema della mobilità.
Oltre che alle frazioni il concetto di città estesa è applicato anche all'area metropolitana: questa area si sviluppa sulla direttrice che va da Vietri sul Mare fino a Battipaglia e verso l'interno su tutta la valle dell'Irno (Baronissi, Fisciano, Mercato San Severino, etc) e i Picentini. Si tratta di un bacino di più di 500.000 persone che quotidianamente si muovono da e per Salerno per fruire dei servizi che la città offre. In altre parole il capoluogo è diventato un tutt'uno (logisticamente parlando) con una vasta area che lo circonda ed ogni scelta urbanistica non può prescindere da questa realtà.
Durante la lunga redazione del piano regolatore Salerno non è rimasta ferma; il meccanismo delle varianti urbanistiche, seppure discusso, ha consentito di anticipare alcuni temi che emergevano nel piano. La creazione di alcuni parchi urbani (il parco del Mercatello, il parco Pinocchio, il parco del Seminario, il giardino della Minerva), la realizzazione di nuovi parcheggi, l'abbattimento di vecchie strutture e il trasferimento di impianti industriali fuori dal centro urbano hanno dato un po' di respiro alla città. È stato inoltre recuperato l'intero centro storico e sono state riconvertite e restituite alla città alcune importanti strutture, tra cui il complesso di Santa Sofia, l'ostello della gioventù e l'ex seminario. Infine la metropolitana e l'arteria stradale detta lungoirno sono due progetti, ormai quasi terminati, che dovrebbero migliorare la mobilità.
Attualmente vi sono diversi progetti in corso che vedono in prima fila anche architetti di fama internazionale, tra cui la cittadella giudiziaria (a cura di David Chipperfield)[6], la Stazione Marittima (Zaha Hadid)[7], il PalaSalerno (Tobia Scarpa)[8] e il Grand Hotel Salerno (aperto nel 2007)[9]. Al nastro di partenza anche il nuovo porto-isola turistico Marina d'Arechi (Santiago Calatrava), la trasformazione del vecchio stabilimento del pastificio Antonio Amato in un complesso residenziale e commerciale (Jean Nouvel) e la realizzazione di una grande piazza monumentale cinta da edifici (Ricardo Bofill) all'estremità occidentale di Lungomare Trieste.
Tra i progetti futuribili, e tuttora oggetto di discussioni, c'è la delocalizzazione del porto commerciale con riconversione in porto turistico e la creazione di una stazione ferroviaria per la TAV nella valle dell'Irno.
| Per approfondire, vedi la voce sindaci di Salerno. |
Sindaco: Vincenzo De Luca (Partito Democratico) dal 13/06/2006
Centralino del comune: 089 661111
Posta elettronica: comunicazione@comune.salerno.it
L'economia della città si basa fondamentalmente su commercio e terziario. Gran parte delle attività manifatturiere, infatti, non è sopravvissuta alla crisi degli anni ' 70. Rimangono tuttavia molto attive le aziende legate alla tradizionale industria ceramica ed alimentare-conserviera.
Il commercio rappresenta la maggiore attività economica della città; esso è favorito dalla felice posizione del territorio rispetto alle principali vie di comunicazione autostradali, ferroviarie e marittime.
Il ruolo di primo piano è occupato dal porto che con i suoi traffici costituisce un importante volano per tutta l'economia cittadina.
La zona industriale, in seguito alla crisi del settore manifatturiero, si è riconvertita lentamente in zona riservata al commercio e al terziario. Nell'area sono nate diverse realtà dedite al commercio all'ingrosso ed alla distribuzione.
In particolare Salerno riveste un ruolo importante per la distribuzione dei prodotti alimentari provenienti da tutta la provincia, sia per i prodotti agricoli provenienti dall'agro nocerino-sarnese e dalla piana del Sele che per il pescato proveniente dall'intero golfo. Sotto questo profilo una delle realtà più vitali è costituita dal centro agroalimentare con i suoi mercati all'ingrosso e le sue strutture magazziniere.
Da non trascurare, inoltre, il commercio al dettaglio: infatti per quanto riguarda lo shopping la città di Salerno costituisce un punto di riferimento anche per le vicine province, grazie alle ampie zone pedonali e al gradevole passeggio nel centro storico, sul corso e sul lungomare.
Tra le potenziali risorse della città, il turismo è sicuramente quella più rilevante. Salerno occupa una posizione di cerniera tra la costiera amalfitana e quella cilentana ed è prossima a luoghi turistici di richiamo internazionale quali Pompei ed Ercolano, Paestum, la Certosa di Padula, il Parco nazionale del Cilento e quello del Vesuvio.
Nel corso degli ultimi anni la ricettività alberghiera è in crescita, mentre il recupero del centro storico ha contribuito al proliferare di botteghe artigiane, locali e ristoranti.
Le attrattive che offre la città sono principalmente di carattere paesaggistico (il Lungomare Trieste, il suo centro storico, il Giardino della Minerva, il Castello di Arechi con la sua vista sul golfo) e di interesse storico e artistico-culturale (la Cattedrale di Salerno in stile arabo-normanno, il Museo Archeologico Provinciale di Salerno, lo stesso Castello di Arechi).
Dal punto di vista della balneazione, la spiaggia di Salerno è lunga circa 7 chilometri, equamente divisi tra stabilimenti balneari attrezzati e spiagge libere. Inoltre la città può contare su quattro attracchi per la nautica da diporto per un totale di 2200 posti barca.
Salerno è collegata all'autostrada A3 (facente parte della Strada Europea E45) ed è l'estremità settentrionale della sua tratta più lunga, la Salerno-Reggio Calabria; inoltre, tramite il raccordo autostradale RA02 Salerno-Avellino, si possono raggiungere le autostrade A30 e A16.
Per quanto riguarda le strade statali, Salerno è attraversata dalla SS 18 Tirrena Inferiore e dalla SS 88 dei Due Principati.
La città presenta quattro scali ferroviari, di cui tre sono riservati al trasporto regionale. La stazione centrale è invece luogo di transito e di partenza per treni in direzione Sud-Nord e Nord-Sud, sia lungo la linea tirrenica che lungo la linea Battipaglia-Potenza-Metaponto. È in fase di ultimazione anche il collegamento con la linea ad alta velocità Roma-Napoli.[10]
Le linee ferroviarie che attraversano la città sono:
La stazione è inoltre capolinea di buona parte delle linee di autobus urbani, nonché fermata della metropolitana in costruzione.
| Per approfondire, vedi la voce Porto di Salerno. |
Il porto di Salerno è uno dei più attivi del Tirreno. Esso movimenta circa 7 milioni di tonnellate di merci all'anno, di cui il 60% costituito da container.
Il trasporto merci per via marittima è costituito fondamentalmente da navi portacontainer e "ro-ro" (navi che trasportano TIR, camion, automobili, e in generale mezzi con ruote). Le prime servono principalmente un traffico su lunghe tratte, in particolare da e per l’Australia, la Nuova Zelanda, l’Estremo Oriente, il Nord Europa, il Centro, Nord e Sud America e l'Africa Occidentale. Le ro-ro invece servono tratte brevi e si collocano nel circuito noto come Autostrade del Mare: le principali tratte sono da e per Malta, Tunisi, Palermo, Messina, Tarragona, Valencia e Olbia.
Il trasporto passeggeri è servito principalmente dalle stesse navi Ro-Ro che effettuano con frequenza quasi giornaliera le tratte da e per Malta, Tunisi, Palermo, Messina e Olbia. Il settore della croceristica è in via di sviluppo. Attualmente è in costruzione una stazione marittima (progettata dall'architetto Zaha Hadid) adibita a questo scopo. L'unico neo dello scalo è rappresentato dalla recente soppressione della linea ferroviaria che collegava il porto alla stazione ferroviaria di Salerno.
| Per approfondire, vedi la voce Aeroporto di Salerno-Pontecagnano. |
L'aeroporto di Salerno, denominato Salerno Costa d'Amalfi, è situato nel territorio del comune di Pontecagnano Faiano, e dista circa 20 km dalla città. Il suo codice aeroportuale ICAO è LIRI, mentre quello IATA è QSR. Le destinazioni sono: Milano Malpensa, Bolzano, Catania, Torino, Verona, Villanova d’Albenga, Barcellona, Bucarest, Monaco di Baviera.
| Per approfondire, vedi le voci Servizio ferroviario suburbano di Salerno e CSTP. |
Il trasporto pubblico urbano è costituito dalla rete di autobus CSTP (Consorzio Salernitano Trasporti Pubblici), che serve Salerno e gran parte dei paesi circostanti la sua area metropolitana. In aggiunta ai mezzi CSTP vi sono gli autobus della SITA che svolgono regolare servizio di trasporto, locale e a lunga percorrenza, nella provincia di Salerno e in tutta la Campania. Sia SITA che CSTP fanno parte del consorzio Unicocampania, formato da 13 aziende di trasporto pubblico su strada e su ferro, che, tramite delle tariffe unificate, serve tutta la regione.
Inoltre, è in fase avanzata di costruzione una metropolitana leggera di circa 8 km di lunghezza, che una volta ultimata collegherà il centro storico con lo stadio Arechi. Sono allo studio eventuali prolungamenti fino all'aeroporto.[11]
Salerno fu sede della più antica scuola medica d'Europa, la Scuola Medica Salernitana, per secoli ritenuta la maggiore fonte di scienza medica nell'occidente. Ancora oggi i suoi detti (scritti nel 1050 nel Regimen Sanitatis Salernitanum) sono rinomati, come il famoso "Mens sana in corpore sano" (mente sana in corpo sano) di Giovenale a cui sono ispirati.
La Scuola medica ha importanza anche per essere stata aperta alla partecipazione delle donne nel medioevo, aprendo la strada per l'emancipazione femminile nelle attività professionali in Europa. La prima donna medico nella storia fu la nobile salernitana Trotula de Ruggero (vissuta nel secolo XI presso la corte longobarda di Guaimario IV) che scrisse il famoso trattato di ginecologia De passionibus mulierum curandarum ed il primo libro di cosmesi femminile, il De ornatu mulierum.
La scuola iniziò a perdere importanza dalla fondazione dell'Università di Napoli e venne chiusa, dopo quasi mille anni di esistenza, da Gioacchino Murat nel 1811.
| Per approfondire, vedi la voce Università degli studi di Salerno. |
Oggi il principale centro culturale di Salerno è la sua università: essa conta circa 40.000 studenti, provenienti prevalentemente da Campania, Basilicata e Calabria. L'università ha 10 facoltà: Economia, Farmacia, Giurisprudenza, Ingegneria, Lettere e Filosofia, Lingue e Letterature Straniere, Scienze della Formazione, Scienze Matematiche Fisiche e Naturali, Scienze Politiche e Medicina e Chirurgia.
| Per approfondire, vedi la voce Dialetto salernitano. |
Il dialetto della città è molto simile al napoletano ma si differenza dalla parlata partenopea in alcuni dettagli.
| Per approfondire, vedi la voce Categoria:Personalità legate a Salerno. |
Tra le festività la più importante è il 21 settembre, ricorrenza di San Matteo apostolo ed evangelista, patrono della città.
In quest'occasione la statua d'argento del santo viene portata in giro per il centro cittadino in una processione molto sentita dalla popolazione. La statua del patrono è preceduta da quelle dei martiri salernitani Caio, Ante e Fortunato, di san Gregorio VII, e dalla pesantissima statua in legno di san Giuseppe.
La processione parte dal Duomo e percorre via Dei Mercanti, piazza Portanova, corso Vittorio Emanuele, via Cilento, via Roma dove attua due deviazioni, prima verso piazza Cavour sul Lungomare Trieste per benedire il mare e poi verso Palazzo di Città, toccando infine la chiesa della SS. Annunziata e percorrendo tutto il centro storico per fare ritorno in Cattedrale.
Il programma delle tradizionali celebrazioni religiose in onore di san Matteo è affiancato da festeggiamenti civili articolati in tre giorni. Questi festeggiamenti prevedono una serata conclusiva con un concerto di musica leggera e, a mezzanotte, fuochi pirotecnici sul mare.
La gastronomia salernitana rispecchia la cucina campana ed in particolare la cucina napoletana. Si differenzia tuttavia da quest'ultima per la spiccata semplicità dei piatti: si potrebbe dire che la cucina partenopea a volte risente delle ricercatezze introdotte dalla corte francese mentre la cucina salernitana ne è rimasta praticamente immune.[12]
I piatti tradizionali sono quindi molto semplici e fanno leva sulla genuinità e sui sapori dei prodotti di mare e di terra che fanno da ingredienti. In particolare il territorio salernitano annovera le seguenti tipicità:
Piatti tipicamente salernitani sono la milza imbottita di prezzemolo, menta e peperoncino, cotta in olio e aceto (tradizionalmente servita il giorno di San Matteo), oppure il soffritto di frattaglie di bue.
Per quanto riguarda la pasticceria il dolce salernitano per eccellenza è la "scazzetta": un pasticcino di pan di spagna farcito di crema pasticcera e fragoline di bosco, ricoperto da una rossa glassa alla fragola che lo fa assomigliare al berretto di un cardinale, chiamato popolarmente con lo stesso nome. Dolce tipicamente natalizio della tradizione salernitana è "'o cazunciell" (calzoncello o pasticella), formato da due dischetti di pasta frolla con al centro crema di cioccolata e castagne aromatizzata con canditi, liquore e polvere di cacao.
Gli sport più seguiti a Salerno sono il calcio e la pallanuoto.
Per quest'ultima disciplina si contendono il primato cittadino diverse società. La storica formazione della Rari Nantes Salerno, che ha disputato più volte il campionato di massima serie, è affiancata oggi, nell'albo d'oro locale, dal Circolo Nautico Salerno, che nel campionato 2004-05 ha conquistato la promozione in serie A1.
La passione per la squadra di calcio locale, la Salernitana, è sicuramente più popolare, ed accompagna la vita dei salernitani dal 1919, anno di fondazione della società, in quasi 90 anni di storia che hanno visto la compagine alternarsi tra i campionati di Serie B e C, per poi stabilizzarsi in seconda divisione.
Nei campionati 1947-48 e 1998-99 la Salernitana ha ga