Schwa

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Il simbolo IPA per lo Schwa

Il termine schwa o anche scevà designa in linguistica e fonologia una vocale centrale di media apertura, spesso —ma non necessariamente— breve e/o priva di accento. Anche se intorno a questo punto di articolazione esistono diversi suoni vocalici, per i quali l'AFI ha predisposto opportuni segni, spesso non si ricorre a tali simboli specializzati e ci si limita a segnalare i suoni con questa vocale, che è rappresentata in trascrizione con il glifo immagine:Xsampa-at.png. Nel sistema delle vocali, ə indica una vocale al centro del diagramma delle vocali. Il termine designa anche il simbolo ə stesso.

Storicamente, un suono di tipo schwa è originato dall'indebolimento dell'articolazione di vocali anteriori o posteriori, che soprattutto in posizione atona vengono articolate in modo meno decisamente anteriore o posteriore e con un grado di apertura intermedio. Molti esempi si hanno nei dialetti italiani. Per esempio nel napoletano jamme "andiamo", il suono che si trascrive con <e> è in realtà uno schwa (da una antica u non accentata, del lat. eamus).

Non sempre, però, uno schwa è breve e/o atono. Ad esempio in inglese bird (pronuncia ['bə:d]) il suono è lungo e tonico.

Il suono schwa non è presente nella lingua italiana, né nello spagnolo, nel latino, nel greco; mentre è presente in alcune lingue italo-romanze, gallo-italiche, in quelle germaniche (tedesco, inglese, ecc...), nel francese, nel romeno, arabo, etc.

Indice

[modifica] Origine del termine

Il termine "Schwa" deriva dalla parola ebraica שווא (šěwā’, /ʃəˈwaʔ/) e può essere tradotto come "insignificante". Si riferiva a un segno vocalico del niqqud, scritto con due punti sotto una lettera. Poteva indicare sia una vocale debole, sia l'assenza totale di una vocale. Fonologicamente, questi due erano equivalenti.


  • Un suono vocalico neutrale senza accento e senza tono in molte lingue, spesso ma non necessariamente una vocale media-centrale. Tali vocali spesso sono trascritte con il simbolo ə, nonostante il loro attuale valore fonetico.
  • Il suono vocalico medio-centrale al centro della tabella delle vocali, accentato o non accentato. Nella trascrizione fonetica IPA, è scritto così: ə. In questo caso il termine vocale media-centrale potrebbe essere usato al posto di schwa per evitare l'ambiguità.
  • Il simbolo ə stesso è chiamato schwa.

[modifica] Il termine

La parola "schwa" deriva dall'ebraico שְׁוָא (šěwā’, /ʃəˈwaʔ/), e significa "zero"— in origine si riferiva ad uno dei punti delle vocali niqqud usate nell'alfabeto ebraico, che assomiglia ad un paio di punti in verticale sotto una lettera. Questo segno ha due usi: uno per indicare il suono vocalico schwa e l'altro per indicare la completa assenza della vocale. Questi usi non entrano in conflitto perché lo schwa è, in ebraico, una vocale epentesi, l'equivalente di una "non vocale".

Alcune volte il termine "schwa" è usato per ogni vocale epentica; comunque, lingue diverse usano differenti vocali epentiche.

[modifica] Il suono Schwa

Schwa è una vocale molto comune nella lingua inglese, la vocale non accentata in molte sillabe non accentate, come la 'a' in about oppure la 'o' in synonym. Molti dialetti inglesi britannici hanno due suoni simili allo schwa, mentre molti dialetti inglesi americani hanno un solo suono. Schwa è una vocale molto breve dal suono neutrale, e come tutte le vocali, ha una precisa qualità a seconda delle consonanti a cui si trova vicino. Spesso in inglese, accade che lo schwa si trovi per lo più in sillabe non accentate, ma nell'inglese della Nuova Zelanda e del Sud Africa il suono vocalico anteriore rilasciato (come nella parola bit) ha mantenuto aperto e indietro per avere un suono simile allo schwa, e questi dialetti includono sia gli schwa accentati, sia quelli non accentati. Nell'americano generale, schwa è uno dei due suoni vocalici che possono essere che si possono convertire approssimativamente nella vocale [ɹ]. Questo suono è usato spesso in parole con le sillabe "er" non accentate, come dinner.

Alcune lingue hanno un suono simile allo schwa. È simile alla e atona breve del francese, che in questa lingua è arrotondata e meno centrale, più come un aperta-centrale o vocale chiusa-centrale anteriore arrotondata. È quasi sempre atono, sebbene in bulgaro e afrikaans possano trovarsi schwa accentati. Molte lingue caucasiche e alcune lingue uraliche (per esempio anche il komi) utilizza lo schwa fonetica, ed è possibile trovare gli schwa accentati. Nella lingua olandese, la vocale del suffisso -lijk, come in waarschijnlijk (probabilmente) è pronunciata come uno schwa. Nei dialetti catalani, includendo la varietà della lingua standard, situato nel dialetto parlato all'interno e nei dintorni di Barcellona, una "a" o una "e" atone sono pronunciate come uno schwa leggermente più aperto (chiamato "vocale neutra"). Nei dialetti catalani parlati nelle isole Baleari, può capitare uno schwa accentato. Anche nel dialetto pavese le "a" e le "e" atone acquisiscono il suono schwa leggermente più aperto che hanno in catalano, ma questo ricorre anche in diverse sillabe accentate (si indica con ä o ë, a seconda dell'etimo) e si presenta anche in versione nasalizzata, ad esempio nella parola "tänt" (tanto).

Altre pronunce di altri suoni includono ė nel lituano, ă nel rumeno, ed ë nell'albanese.

[modifica] Il simbolo schwa

Il simbolo schwa ə ("e capovolta") si usa come grafema in varie lingue:

  • Nell'azero la vocale a anteriore, /æ/. Però, quando si usa ə, la lingua azera ha problemi con il ISO 8859-9, così a volte si usa ä al suo posto.
  • Nell'alfabeto latino ceceno. L'uso di questo alfabeto è politicamente significativo (come in Russia si preferisce l'uso dell'alfabeto cirillico, al contrario della preferenza per il quello latino dei separatisti.
  • Nella traslitterazione dell'avestico. La corrispondente vocale lunga è iscritta come uno schwa con il segno di lungaə̄.
  • In alcuni alfabeti cirillici includendo: kazako, baškiro, udmurto e altre lingue dell'ex-URSS; vedi Schwa in cirillico.

Nelle lingue in cui lo schwa rappresenta un fonema pieno, e potrebbe apparire all'inizio della parola, talvolta è richiesta una versione maiuscola. In alcuni casi, lo schwa maiuscolo sembra una versione più grande del simbolo schwa, codificato come U+18f Ə, però è usata anche una E maiuscola invertita, per esempio nei nomi propri avestani di persona (U+18e Ǝ, con una minuscola codificata separatamente, U+1dd ǝ).

[modifica] Schwa indeuropeo

Il termine "schwa" è usato anche per vocali di qualità indefinita (piuttosto che suoni naturali) nella ricostruzione dell'indoeuropeo. Si osservò che, mentre nella maggior parte dei casi a in latino e nel greco classico corrisponde alla a nel sanscrito, ci sono casi in cui il sanscrito presenta una i là dove in latino e in greco vi è una a, ad esempio pitar (sanscrito) rispetto a pater (latino e greco antico). L'ipotesi di questo "schwa indeuropeo" si evolse poi nella teoria delle laringali. La maggior parte degli studiosi di indeuropeistica ora postulano tre differenti fonemi piuttosto che un singolo e indistinto schwa. Altri studiosi ne ipotizzano ancora di più, per spiegare ulteriori problemi nel sistema delle vocali proto-indoeuropeo. La maggior parte delle ricostruzioni di *-ə- nella letteratura più antica corrisponderebbero a *-h2- nella notazione contemporanea.


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